domenica 19 maggio 2013

Invito all'ascolto della Vita


Buona Vita
quante volte hai avuto paura nella tua Vita? Probabilmente non riusciresti ad elencarmi ogni singola volta, però saresti in grado di indicarmi i momenti che la tua mente ha registrato come i più paurosi. La paura di perdere una persona a te cara, la paura di una delusione d'Amore, la paura di un licenziamento, la paura causata da un incidente.
Ci sono anche paure che ci accompagnano costantemente come ad esempio la paura del giudizio, la paura di esprimere emozioni, la paura di Vivere. 
Molti dicono che la paura della morte sia la paura che più colpisce l'essere umano. Io penso che nella nostra società, quella in cui viviamo io e te, prevalga la paura di Vivere. 

Provo a spiegarmi meglio. 


Io e te siamo composti da due parti che possiamo chiamare "Essenza" ed "Apparenza". 
La prima rappresenta quello che siamo in realtà, la seconda rappresenta quello che appariamo a chi ci circonda. La prima è legata all'Anima la seconda è legata alla Ragione
Nella Vita si tende a prendere decisioni che sono legate alla Ragione e spesso succede che questa decisione venga presa senza nemmeno chiedere il parare all'altra parte, quella dell'Essenza che dovrebbe essere invece la parte più importante. 
E quindi si tende a prendere decisioni basandoci su luoghi comuni tipo "perché va fatto così", oppure per compiacere a chi ci sta attorno. 

Faccio questo perché altrimenti non sarei accettato. Ma io dove sono in tutto ciò? 

domenica 5 maggio 2013

Per gli sprovveduti c'è un paradiso di cartone

Qualche tempo fa ti avevo chiesto di inviare un titolo per un possibile post su Buona Vita News. 
Questo è uno dei titoli ricevuti. Inizialmente mi sono detto che non è un titolo adatto a questo blog. Poi ho riflettuto e mi sono detto: proviamoci. 

Innanzitutto partiamo dal significato di sprovveduto: si tratta di una persona che non conosce il funzionamento delle cose in un particolare contesto, oppure non è in grado di comprendere una situazione che si trova ad affrontare. 

Questo fa si che la persona sprovveduta si trovi esposto a determinati rischi derivanti proprio dal suo stato di ignoranza, ingenuità o scarsa avvedutezza. 

Lo sprovveduto è incurante di quanto può succedergli. Lui pensa di poter raggiungere un traguardo senza conoscerne la strada. Si crea il proprio paradiso disegnandoselo sulla sabbia, illudendosi che questo riuscirà a superare le mareggiate. 
Lo sprovveduto penserà di poter raggiungere il paradiso su di una barchetta di carta lasciata in balia delle onde del mare. 
Lo sprovveduto si costruirà il paradiso con i cartoni che troverà lungo la strada, incurante del fatto che dopo la prima pioggia tutto collasserà su se stesso. 

Alle volte, lungo la nostra strada, la strada delle nostra Vita, incontriamo delle persone. Le classifichiamo come persone sprovvedute. In realtà, e questo è il mio pensiero, basta davvero molto poco per trasformare uno sprovveduto in una persona audace e coraggiosa.

E cosa potrebbe essere quel "poco"? 

mercoledì 17 aprile 2013

Crescere...decrescendo

Sono abbastanza confidente nel dire che anche tu sei stato o stata un bambino o una bambina. 

Ho indovinato? 

Penso proprio di sì, però come dice Antoine de Saint-Exupéry, l'autore de "Il Piccolo Principe", tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se lo ricordano

Tu te lo ricordi ogni tanto? 

Lo stupore di quando eri piccolo, di fronte al mondo, e le domande che facevi per cercare di capire quello che per te era tutto nuovo. Sembravi un piccolo filosofo che si pone mille domande per capire i "perchè" della Vita:

Perché, mamma, sono venuto al mondo e da dove vengo?
Perché, papà, moriamo e dove finiamo poi? 

venerdì 5 aprile 2013

Sono prezioso...

Io sono prezioso e tu?

non serve che tu mi dia o ti dia una risposta. Anche tu lo sei.
Siamo tutti preziosi, ma alle volte ce lo dimentichiamo. L'essere umano, almeno nella società in cui viviamo, ha questa tendenza, che definirei malsana, di soffermarsi sul bicchiere mezzo vuoto, sul sottolineare quelli che sono gli aspetti negativi, sulle mancanze, sulle difficoltà piuttosto che soffermarsi e godere di tutto quello che invece sta andando bene, su quello che sono i nostri pregi, le nostre risorse. 

Spesso ci limitiamo a guardare l'esteriorità, l'apparenza, la diversità, la forma, e poca importanza viene data a quello che sono i contenuti.  
Eppure la saggezza dei nostri nonni, e dei nonni dei nostri nonni dovrebbe essersi in qualche modo tramandata fino a noi: "L'abito non fa il monaco" ci dicevano. Eppure quante volte al giorno giudichiamo chi ci passa accanto per come è vestito, per come è pettinato o per il colore dei suoi capelli, per il piercing, o per il tipo di macchina. Incontriamo continuamente persone, le incrociamo e  fantastichiamo sulle loro vite. Ma sono supposizioni, interpretazioni, pura fantasia. 

Mi piace  ricordare un'esperienza che ho vissuto a Milano qualche anno fa. Assieme ad amici avevamo organizzato una giornata di "Abbracci Gratis" o "Free Hugs". Stavamo abbracciando chiunque lo desiderasse. Ad un certo punto mi si avvicina un ragazzo di colore. Una di quelle persone che facilmente vengono escluse, che molti considerano un "diverso", e che anche io, in certe situazioni, avrei potuto etichettare secondo la fantasia del momento. 

Mi chiede: "Posso abbracciarti anche io?"

giovedì 28 marzo 2013

A mio Padre

Felice Vita, 

qualche giorno fa si è festeggiato, qui in Italia, la festa del papà. In realtà la festa del papà si festeggia in tutto il mondo anche se in periodi dell'anno diversi. Personalmente sono rimasto sorpreso in quanto pensavo che nei paesi di fede Cristiano-Cattolica si festeggiasse il giorno di San Giuseppe. 
E invece la maggior parte dei paesi festeggia questa giornata la terza domenica di giugno. 

Penso, comunque, che poco importi che in Russia si festeggi questo giorno il 23 febbraio, che in Nepal lo si festeggi alla prima luna nuova di settembre, che nei paesi scandinavi lo si festeggi la seconda domenica di novembre, che in Germania lo si festeggi il giorno dell'Ascensione o che in Iran lo si festeggi il 13 Rajab (uno dei mesi lunari del calendario islamico). 

E poco importa che tu non sia un papà perché sia io che te siamo figli, e ancora meno importa che oggi non sia la festa del papà in quanto siamo figli tutti i giorni e un papà è papà tutti i giorni. 

lunedì 18 marzo 2013

Scusa

Felice Buongiorno, 
mi stavo chiedendo quanto semplice o difficile sia per te chiedere scusa. 
Lo fai abitualmente? Oppure sei un po' orgoglioso e quindi le scuse fanno fatica ad uscire? 

Di persone orgogliose ne conosco molte. 


Raramente, capita anche a me... ok dai, alle volte capita anche a me, uffa, spesso succede pure a me di far prevalere questo mio lato e faccio fatica a chiedere scusa. 

D'altro canto conosco invece persone che chiedono scusa per qualsiasi motivo: "scusami se ti ho toccato" durante un concerto degli U2 davanti al palco stretti come sardine, "scusami se sono in ritardo" e magari è passato un minuto dall'orario concordato per l'appuntamento, "scusami se prendo la parola" anche se tocca proprio a te parlare. 

Per alcuni chiedere scusa è quindi molto facile, per altri chiedere scusa è un'impresa. 

Saper chiedere scusa in maniera appropriata è molto importante e qualcuno la definisce quasi un'arte. Oggi, sfogliando alcune pagine di internet, mi sono imbattuto in un articolo di Bruce Weinstein, filosofo americano, che fornisce alcuni consigli utili su come chiedere scusa.