domenica 15 gennaio 2012

La Pace incomincia da Noi


Buona Vita Amici, 
in questi ultimi mesi si fa un gran parlare di sacrifici. Sacrifici per rimettere in sesto le casse dello stato che dovrebbero quindi piangere un po' di meno ma, volenti o nolenti, saranno proprio le nostre casse personali a piangere un po' di più.


Non è mio interesse aprire un dibattito sulle finanze dell'Italia, né su cosa abbia causato questo dissesto, né sulle soluzioni possibili. 
Quello su cui vi invito a riflettere è solo una spesa del bilancio dello Stato: la spesa per la difesa. 

Da un lato nel 2010 in Italia abbiamo speso 27 miliardi di Euro, pari ad una finanziaria degna di tutto rispetto (e questa spesa si ripete miliardo in più, miliardo in meno, di anno in anno), dall'altro lato la costituzione italiana all'art. 11 così recita:  

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...
Ci servono quindi veramente 27 miliardi di Euro all'anno per mantenere il nostro sistema che dovrebbe essere solo difensivo? O ci servono forse per finanziare le guerre in Afghanistan e di recente in Libia? 
L'Italia ha ordinato agli Stati Uniti d'America 131 cacciabombardieri F35 per un valore di 17 miliardi di Euro. 131 cacciabombardieri. E da chi dobbiamo difenderci? O dove dobbiamo andare con tutti questi caccia? Caccia a decollo verticale che ben si abbinano alle nostre portaerei. L'Italia possiede ben 2 portaerei, seconda solo agli Stati Uniti. La Cina al momento non ne ha nemmeno una di operativa giusto per intenderci (ci sono solo 9 paesi al mondo che ne posseggono una). 
Nel frattempo sono stati tagliati 8 miliardi all'istruzione. 
Dove trovare la Buona Vita in questa notizia?
Difficile trovarla. Compriamo armi per mantenere l'economia mondiale. Ci inventiamo guerre contro nemici che sono stati messi al potere dal nostro stesso sistema capitalistico. 
Uccidiamo migliaia di persone innocenti in nome di chissà quale Dio (forse il Dio Soldo?). Eppure si parla ancora di guerre tra Cristiani contro Mussulmani. 
La Buona News inizia ora. E' la storia di un bambino cristiano e un bambino mussulmano:  
Vincenzino e Mohamed sono due bambini reali, che sono esistiti, conosciuti da Lauretta, in un periodo del suo volontariato in ospedale.
Prima in ospedale c'era solo Vincenzino, un bambino calabrese, che e' stato raggiunto dopo qualche tempo da Mohamed, proveniente dall'Iran.
Pur essendo di fede diversa i due diventano inseparabili amici per la pelle e nelle loro azioni quotidiane sono sempre insieme. Dove era l'uno, c'era l'altro, non li vedevi mai da soli o separati.
Purtroppo soffrivano di gravi mali ed erano destinati col tempo a soccombere, ma la cosa piu' straordinaria di questa esperienza e' che in realta’, sono morti a tre ore di distanza l'uno dall'altro.
Lauretta nel suo grande dolore, dedica loro una magnifica favola di non molte parole, ma molto significativa e immagina che dopo la loro morte stanno camminando nell'aldila' diretti verso il Grande Trono, dove e' assiso il Creatore...
 "Il nome di Dio"

— Sei pronto, Vincenzino?— chiese con voce dolcissima l'Angelo che era entrato in quel mo­mento nella stanza del bimbo, all'ospedale.
— Sì! — rispose il bambino e aggiunse: Andiamo da Dio, vero?
L'angelo assentì col capo. Vincenzino mise fidu­cioso la sua manina in quella dell'angelo. Insie­me lasciarono l'ospedale, la città addormentata sotto una coltre di stelle, la terra verde azzurra e si inoltrarono lungo le vie del ciclo, scintillanti di luce. Il bimbo saltellava al fianco dell'angelo, quando, all'improvviso, si sentì chiamare:
— Vincenzino, dove vai? Aspettami! Si voltò indietro e vide venire verso di lui il suo amichetto Mohamed, compagno di tanti giochi, là in ospedale. Anche Mohamed era affiancato da un angelo che indossava una veste candida, stretta in vita da una fascia d'oro.
Sapendo che Mohamed era venuto da lontano per curarsi e che era in ospedale solo con il papa, Vin­cenzino domandò:
— L'hai detto al tuo papa'?
— No, l'ho lasciato inginocchiato sul tappeto del­la preghiera. M'è sembrato il momento migliore, per partire. Sono sicuro che Allah saprà consolar­lo, dettargli le risposte giuste in fondo al cuore.
— Allah? — domandò Vincenzino con stupore — E chi è Allah?--.
Mohamed scoppiò in una risata. Quella risata ar­gentina che lo contraddistingueva e che gli faceva brillare i grandi Occhi scuri.
— Allah è Dio!
— No, Dio si chiama Trinità — ribatté Vincenzi­no — Ne sono sicuro perché me l'ha detto mio padre.
— Anch'io sono sicuro che si chiama Allah, me l'ha detto mio padre — disse Mohamed. Poiché l'autorità di un papà non si mette in di­scussione, i due bambini dovettero concludere:
— Ma allora il tuo Dio non è uguale al mio!
— Questo vuoi dire che gli angeli non ci stanno portando dalla stessa parte! — realizzò in un istante Vincenzino è aggiunse: Io non voglio ve­dere là Trinità, senza di te!
— Neppure io voglio vedere Allah, senza di te! Per fortuna, gli angeli stavano conversando ami­chevolmente tra di loro. Un'occhiata d'intesa pas­sò tra i due bambini che fecero dietrofront e si nascosero in mezzo a un banco di nuvole.
— Adesso dobbiamo cercare un posto dove stare insieme — disse Mohamed. Mano nella mano, il piccolo musulmano e il pic­colo cattolico si incamminarono su una strada lastricata di turchesi.
Cammina cammina arrivarono in vista di una città le cui porte erano di zaffiro e di smeraldo, le mu­ra di pietre preziose e le torri di oro purissimo.
— Quella è la casa di Dio! — esclamò Vincenzi­no. Del mio Dio — precisò poi.
— No, quella è la casa del mio Dio — disse con­vinto Mohamed.
— Ma se è come quella del racconto della Bibbia che mi leggeva la nonna a casa, la sera! — disse Vincenzino, quasi piagnucolando.
— Non è possibile, guarda: ci sono due giardini con frutta, palme e melegrane. E anche due fonti zampillanti: è tutto proprio com'è decritto nel li­bro del Corano.
— Scommetti che è la casa del mio Dio? — disse Vincenzino.
— Scommetti che è la casa del mio Dio? — disse Mohamed.
Così dicendo, i due bambini corsero verso l'ingresso principale davanti al quale stavano due Angeli, in candide vesti.
— Abita qui la Trinità? — domandò Vincenzino.
— Sì — rispose uno dei due angeli, sorridendo. Per nulla convinto, Mohamed domandò:
— Abita qui Allah?
— Sì — rispose l'altro angelo, con un identico sorriso.
— Andiamo a vedere di persona — disse Moha­med, che era un tipo pratico. Forse il tuo Dio e il mio Dio abitano nella stessa casa. Con grandissimo stupore, Vincenzino e Mohamed dovettero constatare che c'era un solo Dio, sedu­to sul suo trono sfavillante di luce.
— Tu sei Trinità? — domandò il piccolo cattolico.
— Sì, lo sono.
— Tu sei Allah? — domandò il piccolo musul­mano;
— Sì, lo sono.
— Ma allora hai due nomi! — constatarono i bambini, stupefatti.
— Non solo due, ne ho molti di più! — disse Dio, divertito — Mi chiamano persino Caso, Natura, ma sono sempre io !
— Senti — disse Mohamed, il tipo pratico — non si potrebbe chiamarti con un nome solo, visto che tu sei solo Uno? Così, tanto per non fare confu­sione.
— Chiamatemi Amore — disse Dio, stringendosi al petto il piccolo cattolico e il piccolo musul­mano.

 di Lauretta Perassi
 Vi lascio con un video della canzone di Bob Marley "One Love" in una versione già vista da oltre 10 milioni di persone. 



Per la traduzione del testo di One Love clicca QUI
Buona Vita Amico
Un sorriso è Vita...che possa veramente vincere la Vita  
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