domenica 29 luglio 2012

Sei una persona intelligente? Scegli la felicità

Felice buongiorno amici,
vorrei ritornare su un argomento che mi sta particolarmente a cuore e di cui ho più volte scritto: La Felicità.

Ne avevo già parlato nel post Libere parole sulla Felicità. Un argomento che piace visto che è il terzo post più letto di Buona Vita.

Iniziamo però da un altro concetto: l'intelligenza. Come viene valutata oggi giorno la nostra intelligenza? Possiamo ad esempio essere sottoposti a dei test per calcolare il nostro quoziente intellettivo. A scuola un bambino viene ritenuto intelligente se ha il massimo dei voti in matematica, una persona viene ritenuta intelligente se utilizza un ricco vocabolario, una persona viene ritenuta intelligente se non sbaglia i congiuntivi (come invece succede spesso a me :-), una persona è considerata intelligente se ti dice al volo che la radice quadrata di 1681 è 41.
Alcuni sono considerati dei geni perché hanno doti che nessun altro uomo, o solo alcuni, hanno.
Se poi andiamo a visitare le case di cura mentale ci accorgiamo che molti pazienti hanno le caratteristiche sopra esposte.




Forse la vera intelligenza non è quindi quella di saper fare i calcoli, sapere quando è stata scoperta l'America o cos'è il bosone di Higgs. In questo caso, a mio avviso è più opportuno parlare di cultura personale.
Wayne Dyer nel suo libro "Le vostre zone erronee" sostiene che intelligente è colui che sceglie la felicità e scrive:


"se sei felice, se vivi ogni momento per tutto ciò onde vale la pena di viverlo, sei una persona intelligente. La capacità di risolvere un problema è un'utile aggiunta alla sua felicità; ma se tu sai che, pur essendo incapace di risolverlo, puoi sempre sceglierti la felicità, allora sei intelligente"

Si parla spesso di esaurimento nervoso ma questo è un termine che non ha nessuna valenza scientifica. I nervi non si esauriscono, ne tanto meno si spezzano. Una persona intelligente, continua Dyer, risponde di sé, sceglie la felicità a scapito della depressione, perché sa come affrontare i problemi della sua vita.  

Affrontare i problemi e non risolvere i problemi. Non esiste sempre una soluzione: se si ammala una persona a me cara, io non posso pensare di avere la soluzione per guarirla, ma in quanto responsabile di me, posso scegliere di non farmi abbattere e stare vicino alla persona che amo con uno stato d'animo positivo. Questo aiuterà me a non abbattermi e aiuterà la persona malata che probabilmente ha bisogno di avere qualcuno lucido al suo fianco. Una persona che riesca a trasmettergli un po' di energia positiva e di sano buon umore. 
Questa è l'intelligenza. 

Tutti noi affrontiamo nella nostra vita situazioni più o meno problematiche: malattia, morte, disgrazie, catastrofi naturali, incidenti, licenziamenti, crisi finanziarie. Chi riesce a riconoscere che questi problemi fanno parte integrante della vita e che la felicità non si misura dall'assenza di problemi, sono gli esseri più intelligenti e anche quelli più rari. 

Ci viene insegnato che gli stati d'animo dipendono dalle emozioni che ci capita di provare. Arrivano e noi non possiamo controllarle ma solo accettarle. 
Dyer sostiene invece, che le emozioni dipendono solo da noi. Siamo i responsabili delle nostre emozioni e dei nostri stati d'animo. Possiamo scegliere di farci del male oppure possiamo scegliere la strada del benessere. In questo secondo caso stiamo scegliendo la strada dell' "intelligenza". 

Chi controlla i nostri pensieri? Nostra moglie? Nostro marito? I nostri figli? I nostri amici? Il nostro datore di lavoro? I nostri pensieri li controlliamo noi. Pensiamo che alcuni fatti o persone ci rendano infelici. In questo modo ci stiamo deresponsabilizzando. Siamo noi che decidiamo di essere infelici in seguito a degli eventi o in relazione a certe persone e lo diventiamo per i pensieri che coltiviamo. 

Alle volte ci sentiamo paralizzati di fronte a certe situazioni e questa paralisi non ci permette di essere felici. Dyer elenca alcune circostanze: 


Anche volendo non riesci a a parlare con affetto a tua moglie e ai bambini.
Non riesci a lavorare a un progetto che ti interessa.
Vorresti, ma non fai l'amore.
Resti in casa tutto il giorno a rimuginare.
Hai paura ad avvicinare una persona che t'interessa.
Non riesci a dormire perché qualcosa di preoccupa.
Non parli ad una persona pur sapendo che un piccolo gesto migliorerebbe la situazione.
Insulti una persona a cui vuoi bene. 

Un metodo per combattere la paralisi è quello di vivere il presente perché la felicità può essere vissuta solo nel presente. Certo, viviamo in una società che ci insegna a vivere per il futuro, che ci insegna a risparmiare per il futuro, che ci mette in guardia sulle conseguenze delle nostre azioni, che ci fa pensare alle nostre pensioni. Cresciamo rimandando a domani la nostra felicità. Evitiamo di essere ora ciò che siamo, di assaporare ciò che siamo e quello che ci rende felici.

Possiamo scegliere di essere felici in qualsiasi momento presente: una doccia fresca quando fuori sono 40°, il gelato che si scioglie in bocca, la luna e le stelle che rischiarano la notte, i raggi di sole che bucano le nuvole dopo una tempesta, un abbraccio di una persona che amiamo, leggere un bel libro, ascoltare la musica.

Riuscire a cogliere tutto questo, come l'unico momento di cui disponiamo, perché il passato è storia, il futuro è mistero, ma oggi è un dono: per questo si chiama presente (da Kung Fu Panda e prima di lui dalla Filosofia Zen). Tolstoj diceva che, guardando al passato, non ci rammarichiamo delle cose che abbiamo fatto, ma di quelle che non abbiamo fatto. Nel presente possiamo decidere responsabilmente di agire per non rimanere paralizzati. Il fare ci fa crescere, e se cresciamo siamo vivi.

Impieghiamo ora la nostra energia vitale, i nostri pensieri positivi per scegliere di essere felici indipendentemente dagli ostacoli che troveremo sul nostro cammino. Gli ostacoli ci saranno sempre, a noi la facoltà di decidere come affrontarli. Disimpariamo ciò che abbiamo appreso finora e decidiamo di conseguire la felicità ora. In questo esatto momento.

La felicità non è una meta di arrivo ma un modo di viaggiare (anonimo)

  





Vi auguro una gioioso presente
Pat Smily

Un sorriso è Vita....perché un sorriso è gioia, nel presente, nel qui ed ora.