venerdì 28 settembre 2012

L'incoerenza della coerenza

Felice buongiorno,
personalmente sento spesso parlare di coerenza. Ma cos'è questa coerenza? Esiste una coerenza oggettiva oppure, come tante altre qualità / valori dell'essere umano, anche la coerenza è un qualcosa di soggettivo?
Tanto per cominciare mi sono divertito a spulciare le definizioni tra vari dizionari. 


La Treccani scrive: 
la coerenza è "il non essere in contraddizione" oppure "l'essere fedele ai propri principi".
Secondo il Sabatini Colletti la coerenza è "la conformità tra le proprie convinzioni e l'agire pratico".
La parola deriva dal latino cohaerentia, il cui verbo cohaerere significa essere unito, connesso. Ricordati  l'origine di questa parola. Poi ci ritorneremo. 

Quando è che sono veramente coerente? Ho sempre pensato che l'essere coerente significasse mettere in atto ciò in cui si crede e ciò che si professa ma qualche giorno fa mi è accaduto qualcosa che mi ha fatto riflettere. 


Ho ordinato una pizza presso una nuova pizzeria d'asporto vicino a casa: una patatosa ovvero una pizza margherita con l'aggiunta di patatine fritte. In 10 minuti ho ricevuto la mia pizza e arrivato a casa, dopo aver aperto la scatola mi sono ritrovato con una pizza margherita che aveva le patatine come desiderato...ma ahimè aveva pure i würstel. Per i più non sarebbe un grosso problema ma nel mio caso occorre sapere che da 3 anni circa ho scelto di seguire una dieta vegetariana, che esclude la carne e il pesce in qualsiasi forma, dalla mia alimentazione abituale. 
Non voglio dilungarmi sulle motivazioni di questa scelta che non ritengo pertinente con questo articolo. Ti basti sapere che si tratta principalmente di una scelta etica. Rispetto nei confronti degli animali che giornalmente vengono maltrattati e uccisi per fornirci il sostentamento quotidiano. 

Che fare quindi con la mia pizza? Potevo scegliere di riportare indietro la pizza e farmene fare un'altra, ma l'avrebbero buttata. Potevo scegliere di togliere i würstel e mangiarmi il resto, ma avrei dovuto buttare la carne.
Alla fine ho fatto la scelta che potrebbe sembrare la più incoerente tra le 3. Io, vegetariano per scelta, ho mangiato la pizza con i würstel. 
Ritornando alla definizione della Treccani mi sono sicuramente messo in una condizione di contraddizione e non sono stato fedele ai miei principi. Anche secondo il Sabatini Colletti sarei una persona incoerente in quanto le mie convinzioni non sono state rispettate dall'agire pratico. 

La coerenza sul fatto di essere vegetariano mi avrebbe però portato ad essere incoerente su altri principi a cui mi sento particolarmente legato. 
Uno fra tutti il mio essere refrattario agli sprechi: buttare via una pizza o i würstel, sarebbe sicuramente stato uno spreco. Il maiale ormai aveva fatto la sua fine e in questa situazione ho ritenuto più idoneo "contravvenire" ad un mio principio a favore di un altro e soprattutto cercando di onorare, per quanto possibile, il povero animale. 

Ritengo che la coerenza non possa esistere. In qualsiasi azione io faccia, in qualsiasi mio pensiero, in qualsiasi parola, frase io pronunci o scriva, troverò qualcosa di incoerente e l'esempio sopra ne è la dimostrazione. Qualsiasi scelta io avessi fatto, sarei stato incoerente su uno o più dei principi in cui baso il mio essere. 

Non può quindi esistere la coerenza? Io penso che la coerenza sia un qualcosa a cui tendere oppure qualcosa che forse si può realizzare se suddividessimo la nostra Vita in innumerevoli istanti. Nella singola situazione ed in riferimento ad un singolo principio posso essere coerente secondo le definizioni sopra.  

E qui mi vorrei ricollegare all'origine della parole coerenza. La ricordi? Dal latino cohaerentia, il cui verbo cohaerere significa essere unito, connesso. 
Potrei scegliere di intestardirmi su uno dei principi in cui credo e portarlo avanti a spada tratta. Potrei fare del vegetarianesimo uno dei cardini della mia Vita mettendo in disparte altri principi che in alcune situazioni diventerebbero incompatibili con il perseguimento del principio primo. 
Onestamente vedo questa possibilità come poco realistica. Mi focalizzerei su un aspetto della Vita. Personalmente lo vedrei  come un segnale di rigidità e soprattutto lo vedrei come sconnessione e disunione con la realtà che sto vivendo (in contrapposizione quindi al significato originale della parola coerenza).

Qualcuno diceva che la vera coerenza la si raggiunge quando si è consapevoli di non essere coerenti. 

Secondo la sua origine, coerente è colui che è integrato, connesso alla realtà. Colui che è disponibile a modificare la propria identità prendendo atto di un errore o modificando un progetto a cui si sta lavorando. Un progetto, perché abbia futuro, si rafforza se si prendono in considerazione le nuove situazioni. La rigidità può portare a rabbia e frustrazione in quanto la coerenza è di per sé irrealizzabile se prendiamo in considerazioni l'insieme dei nostri valori. 

Seneca diceva "continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima, o almeno arriverai in alto ad un punto che tu solo comprenderai non essere la cima".

Mi piace pensare di Essere me stesso senza negare quanto mi accade attorno, vivendo le situazioni senza rinunciare ai miei valori. 

MI piacerebbe sapere il tuo pensiero sulla coerenza. 

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Buona Vita 

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10 commenti:

  1. Caro Patric ti scrive una ex clown. ieri ho vissuto la stessa tua situazione e sto riflettendo sulla parola coerenza. Sono d'accordo con te nel pensare che non esista. Importante essere coerenti con il proprio sentire del qui ed ora. Credo che questo sua il significato più profondo di questa parola. Rispettare innanzitutto noi stessi e non comportarsi come richiederebbe la società, i valori ricevuti dalla famiglia o la situazione del momento.
    È molto difficile comportarsi in questo modo e sono convinta che se un po' tutti cercassimo di andare verso il rispetto di noi stessi avremmo un mondo migliore.
    Grazie per avermi dato questo spunto.
    Buona vita agli animali!

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    1. Grazie a te per la tua condivisione. La frase in cui scrivi del"rispetto di noi stessi" mi sta facendo riflettere molto. Potrebbe essere uno dei prossimi post di Buona Vita. Anzi, se ne hai voglia, potresti scriverlo tu e io sarò lieto di pubblicartelo.

      Buona Vita

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  2. .. diciamo che in questo caso per essere maggiormente coerenti con sè stessi (in generale) si potevano regalare i wuster a qualche cane o gatto propri o del vicinato (anch'io sono vegetariana come te).. rimane il fatto che il vegetariano deve accettare l'incoerenza, facendo quello che può (e credo che in questo periodo storico sia cmq già molto cercare di evitare il più possibile l'uccisione e lo sfruttamento di esseri innocenti), ed essere tollerante con sè stesso perchè, come sappiamo, anche nei formaggi troviamo ad es. componenti animali ed in molti altri prodotti c'è della sofferenza animale, magari fatta anche a nostra insaputa. Dobbiamo puntare alla coerenza come dobbiamo puntare a tutte le forme di perfezionamento per migliorare la nostra capacità di amare, e la coerenza può variare assieme ad un'idea che si modifica nel tempo per farci giungere a comprensioni più grandi e profonde che richiedono sempre un maggior impegno ma che regalano abbondanti grazie.

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    1. In effetti non avevo pensato al cane o al gatto. Grazie per lo spunto. In realtà c'era anche l'alternativa di dare la pizza, o almeno i wurstel, alle mie figlie che vegetariane non lo sono. Probabilmente ci sono innumerevoli altre soluzioni ma il succo del post, come tu hai sottolineato nella tua risposta è un altro :-)

      Grazie e Felice Vita

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  3. Mi piace molto questo concetto di coerenza "unito o connesso". è una visione che permette di contemplare oltre il bianco ed il nero anche tutte le sfumature fi grigio.

    Mi sento più coerente adesso! :)

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    1. Ciao Claudio :-)
      è sempre un piacere per me leggerti. Inoltre riesci a riformulare i miei pensieri rendendoli più chiari anche a me stesso.

      Un abbraccio

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  4. Possiamo secondo me,guardare 100 definizioni su 100 vocabolari diversi,ma nella sua sostanza il concetto di coerenza rimane il medesimo...lo stesso della sua derivazione etimologica latina.
    Credo che il significato e il concetto di coerenza non siano opinabili,allo stesso modo mi rendo conto,e non solo per esperienza personale,che come l'assertività,la coerenza non può essere una caratteristica costante della persona,ma una sua apprezzabile tendenza.
    Bellissimo il tuo esempio della pizza con i wurstel...bella scelta sostenuta da motivazioni che vanno oltre...il tuo desiderio di sentirti in pace con il "mondo animale" e si spostano sulla fame nel mondo dell'essere umano...lo spreco di cibo è un mio avviso un atto immorale in assoluto...più di ogni altro spreco.
    Consola chi ha detto che la vera coerenza è "la consapevolezza di essere incoerente"...beh...allora sono coerente anch'io...:)
    Ho sentito però il peso della mia incoerenza ogni qual volta ho riacceso una sigaretta quando mi ero ripromessa di smettere.
    L'ho sentito tante altre volte per motivazioni simili....(interrompere la "dieta sana"etc...)
    Buona Vita
    Alice

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    1. Ciao Alice, nella Vita si continua a cambiare. Inconsapevolmente. Tutti noi cambiamo, per alcuni è evidenti per altri di meno. Ogni cambiamento richiede un adattamento alla nuova situazione. Normalmente l'adattamento è inconsapevole. Altre volte ci adeguiamo consapevolmente. Alle volte rifiutiamo addirittura che ci sia stato un adattamento.
      Penso che ogni adeguamento crei dei bisogni diversi. Bisogni che cerchiamo in qualche modo di soddisfare. Bisogni che cambiano, la consapevolezza gioca la sua parte. Anche per questo penso che la coerenza, come scritto nel post, possa esistere solo se suddividiamo la nostra Vita in innumerevoli istanti anche conosciuti come il "qui e ora".
      Un abbraccio

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  5. Caro Patric,
    ho riletto un sacco di volte il tuo ultimo articolo e dopo varie riflessioni, ho pensato molto a come la coerenza possa influenzare le nostre scelte e a come le decisioni prese in passato, possano influenzare le nostre scelte attuali e future. Credo che molte volte le scelte che facciamo non siano realmente sentite o prese per i valori/principi in cui crediamo, ma per dimostrare e/o dimostrarci che possiamo essere coerenti. Mi piace pensare che nel qui ed ora possiamo essere coerenti, anche se non è semplice centrarsi, ascoltarsi e prendere decisioni, soffermandosi su quello che realmente sentiamo.
    Grazie per gli spunti di riflessione! Ora potrò sentirmi coerente nella mia incoerenza, in particolare nei momenti in cui riesco e voglio sentire ed ascoltarmi!
    Buona vita :-D

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    1. Grazie Pamela. Il tuo commento ha evidenziato un lato della coerenza che non avevo preso completamente in considerazione. Ho ripensato a quante volte anche io ho preso delle decisioni non perché pensavo fosse la scelta corretta, ma semplicemente perché doveva essere così. Ma chi me l'ha detto che DEVE essere così? Forse proprio questa coerenza che va rispettata a tutti i costi, coerenza in principi ed idee che molte volte non sono nemmeno mie, principi ed idee che ho introiettato in tutti questi anni da persone, maestri, tv, giornali, libri, sistemi, religioni che si sono presentati come i possessori della verità delle risposte giuste per me. Se una risposta giusta esiste, forse questa può esistere solo dentro di me.

      Buona Vita Pamela

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