sabato 17 novembre 2012

Essere figli non è affatto facile

Buona Vita, 
forse anche tu come me sei un papà, o forse sei una mamma. 
Oppure di figli non ne hai, ma ne avrai, oppure non ne avrai, ma una cosa è certa: anche tu sei un figlio o una figlia. 
"Essere figli non è affatto facile" ha detto una mia amica. 

Una frase breve ma che mi ha fatto riflettere. Sono arrivato a casa e ho acceso il PC e cosa trovo? Una bellissima poesia di Kahlil Gibran proprio sui figli. 
Ecco come sta nascendo questo nuovo post. Ecco come nasce l'ispirazione. La Vita ci parla e il più delle volte risponde proprio a delle nostre richieste. 

 Ho sempre pensato che essere padre non sia affatto facile. Voglio evitare di commettere gli "errori" che, secondo me, i miei genitori ha fatto con me, e mentre penso questo mi rendo conto che li sto commettendo pure io. Essere genitore non è affatto facile. Ed essere figli?

Ho appena chiesto alle mie figlie se "essere figlie" per loro sia facile. Volete sapere la loro risposta? Zoe, la più grande (13 anni), mi risponde così:


"Essere figlia tua caro papà non è affatto facile...troppe domande filosofiche tipo questa che mi hai appena fatto". 

In effetti noi genitori ci lamentiamo spesso dei figli. E i figli? Avranno anche loro diritto di lamentarsi dei propri genitori. 
Accetto di buon grado la risposta di Zoe: "Faccio troppe domande filosofiche". 
Bene mi dico. Obiettivo raggiunto. Mi piace stimolare il pensiero, cercare di andare al di là di quelle che sono le apparenze. Mi rendo conto che parlare dei One Direction, gruppo in voga tra le giovanissime teenager, possa essere molto più interessante per loro, ma non fa proprio per me. Eppure ho cercato di comprare i biglietti per il loro concerto. L'età avanza e il tempismo forse non è dei migliori. I biglietti erano già esauriti. Questa volta mi è andata bene, ma allo stesso tempo penso di aver perso un'occasione per vivere assieme a loro un evento che fa parte del loro mondo anche se estraneo al mio.  

Diventare genitore mi ha aiutato a riavvicinarmi ai miei genitori. Ho riscoperto di essere un figlio da un punto di vista diverso. Ho compreso alcune loro scelte e ho capito quanto facile sia "sbagliare" se di sbagli si può parlare.

Che cos'è uno sbaglio se non altro che una scelta che giudichiamo negativamente solo perché ha avuto un epilogo diverso da quanto ci si aspettava?

Da figlio ringrazio i miei genitori per avermi insegnato cos'è diventare una persona autonoma. Hanno rispettato le mie scelte e non mi hanno mai imposto nulla. 
Da padre ho ora lo stesso desiderio di crescere le figlie donando loro quell'autonomia che mia mamma e mio papà mi hanno insegnato fidandosi di me. Dandomi quella fiducia necessaria per crescere come una persona libera. Ho seguito la mia strada, ho sbattuto la testa ogni tanto ed ho imparato, in qualche modo, a diventare una persona adulta. 

La fiducia offertami dai miei genitori penso sia un elemento indispensabile per creare un clima di rispetto reciproco, di condivisione, di autonomia. 
Da genitore mi rendo ora conto di essere un figlio che si è fidato e si fida dei propri genitori e da figlio mi rendo conto di essere un genitore che si sta fidando delle proprie figlie che crescono e che iniziano a chiedermi quell'autonomia che non è proprio così scontato riuscire a dare. 

Mi rendo altresì conto che ogni bambino nasce con un suo bagaglio genetico, con una personalità propria, e la dimostrazione sta nel fatto che Zoe e Tea hanno due caratteri completamente diversi nonostante figli degli stessi genitori. 
Nella Vita si cambia, io cambio, l'ambiente circostante cambia, tu cambi, l'educazione che si offre ai propri figli con il tempo cambia. 

Quello che non cambia è che io e te siamo e rimarremo dei figli indipendentemente dal fatto che diventeremo genitori. 

Nonostante il fatto che io sono figlio e che sono nato da un atto d'Amore tra mia mamma e mio papà, io non sono, non voglio essere e non potrò essere  di loro proprietà e loro non saranno mai di mia proprietà (la fase di questo è mio, quello è mio, la mamma è mia e solo mia è passata ormai da diversi anni). Io sono padre di Zoe e Tea ma loro non sono mie come io non sono loro. 
Mi piace pensare che ci siamo trovati su questa Terra e in questa Vita perché ci siamo scelti. 
Siamo un supporto l'uno per l'altro, possiamo essere un rifugio, possiamo essere un esempio, possiamo essere protezione, possiamo essere calore ma ne io ne te saremo mai loro e loro non saranno mai noi. 

Mi sento di essere stato un dono per i miei genitori mentre loro hanno donato la Vita a me e a mia volta l'ho donata alle mie figlie. Un dono che altro non è che il frutto dell'Amore. 
Un figlio è come un compagno di avventura che condivide con noi il tempo e lo spazio. Impara e si fa guidare ma ad un certo punto si porrà degli obiettivi propri, e con la sua valigia piena di quello che lui ha deciso di tenere per sé, partirà da solo per il suo viaggio alla scoperta del mondo extra familiare. Probabilmente sbatterà la testa come successo a me, ma si sa che, essere figli, non è affatto facile.

Condivido con voi questa poesia di Kahlil Gibran "Sui figli". Leggetela sia che siate genitori sia che siate solo dei figli: 

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:Parlaci dei Figli.E lui disse:I vostri figli non sono figli vostri.Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,E benché vivano con voi non vi appartengono.Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:Essi hanno i loro pensieri.Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:Esse abitano la casa del domani,Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.Potete tentare di essere simili a loro,Ma non farvi simili a voi:La vita procede e non s'attarda sul passato.Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere;Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.
 
Kahlil Gibran


Buona Vita 

Un abbraccio è Vita...dona un abbraccio ai tuoi figli, dona un abbraccio ai tuoi genitori. Lo puoi donare anche a distanza, e anche se non ci sono più

14 commenti:

  1. Bello bello bello ! Mi è piaciuto molto questo post Patric :-) Cmq mi sa che quando saro' mamma...mio figlio mi dara' la stessa risposta che ti ha dato Zoe :-) Buona giornata Aldebaran

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    1. Tienimi aggiornato sugli sviluppi Aldebaran...quelli relativi a tuo figlio....sai già che sarà un maschietto? ;-)

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  2. caro patric potri vorrer dire la stessa cosa....le tue parole sono bellissime ma io purtroppo non ho avuto dei genitori che mi hanno dato fiducia ecc ecc....anzi ...la mia autostima è meno di zero ma con le mie figlie cerco di fare diversamente darle tutta la fiducia..la poesia la conoscevo già è bellissima...e quell abbraccio di certo lo farò alle mie figlie ma ai miei genitori no ...loro non me l hanno mai fatto e tante volte l ho cercato e mi è stato rifiutato e poi il rancore e la rabbia sono ancora presenti giorno dopo giorno...e cresce proprio come crescono le mie bambine perchè vedo la differenza...michela...ti abbraccio

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    1. Ciao Michela :-) in effetti mi ritengo fortunato. In alcuni casi ho sofferto l'assenza pure io e gli abbracci non erano sempre scontati. Ho ricominciato a riabbracciare i miei l'anno scorso. Spesso abbiamo dei conti in sospeso. Alcune volte ci sono muri altissimi che ci dividono. Ti auguro di trovare la forza per perdonarli, per chiudere con il passato e poter vivere serenamente, senza rabbia e rancore, il tuo presente con le bimbe che Ami tanto.
      Ti abbraccio forte

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  3. Grande Patrick!
    Questa mi è proprio piaciuta.

    Anch'io, con i miei limiti, cerco di vedere le mie figlie come delle anime compagne di viaggio alle quali io ho il privilegio di presentare la vita cercando di dare loro degli strumenti per relazionarsi con le persone che incontreranno durante la strada e con la vita stessa. Quando riesco a farlo ed a distaccarmi un pò da loro mi accorgo che la relazione diventa più intensa e profonda e.... imparo un sacco di cose!!


    mandy

    Paolo Sacco

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    1. Ciao Paolo :-)
      solo questa ti è proprio piaciuta? ;-)
      E' bello imparare dai propri figli...alcune volte, mi vengono in mente certe situazioni a casa, quando ero piccolino, e solo ora comprendo quando avessi ragione. Poi si cresce e si introiettano i pensieri dei genitori, le regole imposte e si diventa adulti perdendo la parte saggia del bambino, che vede oltre le barriere che un'adulto possiede già. Abbiamo molto da imparare dai bambini...o più che imparare....abbiamo molto da far riaffiorare.

      Un abbraccio caro Paolo
      A presto

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    2. Ciao Patrick,

      noto con piacere che non hai perso la tua storica vena provocatoria... ;-)

      Ogni lunedì mattina ormai leggo i tuoi post per trovare un'aiutino per cominciare bene la settimana e devo dire che mi piacciono sempre di più.

      In quanto ai genitori, personalmente faccio molta più fatica ad accettarli rispetto alle mie figlie, loro, come dice Gibran, appartengono al passato e non possono visitare il nostro futuro nemmeno in sogno, invece tante volte hanno voluto farlo anche da svegli!! Con il tempo e cercando di essere più vero ed autentico che posso, sono riuscito a far prendere loro consapevolezza di qualche errore che hanno commesso in passato (che fatica!) e di certi loro atteggiamenti dannosi per me figlio. Mi sforzo di pensare che ormai il loro lavoro lo hanno fatto e non posso più aspettarmi niente da loro ... e non sono più tenuto a dare niente a loro.. quello che do e ricevo non è scontato e deve essere un regalo, non un'obbligo per nessuno dei due. Questo mi aiuta a mantenere un minimo di rapporto ed a crescere anche come genitore. spero che questo mi aiuterà a non sognarmi di voler visitare il futuro delle mie figlie...

      Un 'abbraccio

      Paolo Sacco

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    3. Ciao Paolo, non so cosa ci sia stato con i tuoi genitori. Ognuno sa il suo vissuto e non mi permetterei di giudicarlo. Comunque ti hanno donato la Vita e in qualche modo siete connessi. Certe cose non si possono dimenticare ma sicuramente si possono perdonare.
      Ti auguro di riuscire a farlo, se non lo avessi già fatto, e di ritrovare un minimo di dialogo pacifico. E se la testardaggine tende a tenere divisi...prova a cedere un po' tu...è un tuo regalo non scontato, non dovuto. E' un prendersi cura, un atto d'Amore incondizionato.
      Le mie sono parole...so che non è facile

      Ti abbraccio

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  4. Quello tra genitori e figli è un rapporto misterioso..ricco d'amore e allo stesso tempo di innumerevoli incomprensioni e fraintendimenti! Molto spesso si creano dei "conti in sospeso" che risultano difficili da sciogliere! Penso che il chiedersi se si è felici come figli, sia già un grande passo per voler abbattere queste piccole barriere e sicuramente, chi a sua volta è genitore, partirà già con una marcia in più!
    Io amo i miei genitori e sono grata per tutto quello che fanno e hanno fatto per me e del loro amore..ma non nego che non sia sempre facile essere figlia...spesso la figlia che loro vorrebbero fa a botte con la figlia che in realtà sono!
    Serve molta voglia di voler incontrarsi..anche a mezza strada può andar bene!

    grazie Patric

    Ely

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    1. Già Ely, anche incontrarsi a metà strada non è sempre così facile, soprattutto quando si ha a che fare con un figlio testardo come me...oppure un padre testardo come me.
      Grazie per la riflessione...mi stai facendo riflettere.
      La voglia di volersi incontrare passa attraverso l'accettazione di un pensiero diverso dal nostro. Non sempre sono i nostri figli o i nostri genitori a fare il primo passo. Provare noi per primi ad accettare il loro pensiero senza giudicarlo, potrebbe essere d'aiuto per incontrarsi o almeno avvicinarsi. Una volta più vicini ci sarà la possibilità di parlarsi più facilmente e presentare il nostro punto di vista.

      Fammi sapere come procede con i tuoi genitori
      Un abbraccio
      Pat

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  5. Essere figli non è affatto facile...
    Come non lo è essere padre, madre, fratello, sorella, amico... Il rapporto con gli altri richiede sempre una buona dose di immedesimazione o, meglio ancora, di empatia.
    Ed è una delle cose più difficili da fare.
    Da figlia per tanto tempo ho amato i miei genitori senza farmi mai domande, in maniera incondizionata per il semplice fatto che "loro" erano i miei genitori.
    Poi ho cominciato a cercare di capire chi sono io.
    Rispondere a questo non è potuto che passare attraverso la conoscenza di ciò che sono diventata, dell'educazione che ho ricevuto, dell'Amore che mi è stato donato.
    Mi trovo in difficoltà da un po'.
    Perché mi rendo conto che i silenzi ed il "non detto" hanno
    costruito un muro d'abitudine che mi impediscono di parlare VERAMENTE con mio padre.
    Ho addossato, inconsciamente, le colpe senza pensare che ciò che siamo è legato a ciò che ci ha cresciuto.Anche lui, come me, è frutto di Vita.
    Differente dalla mia.
    Cresciuto di esperienze che lo hanno formato nel carattere, nelle abitudini, nelle parole.
    Poi ho cominciato a guardarmi dentro. Ad ascoltare veramente.
    A perdonare.
    Non è finita e non è semplice.
    Essere figli non è facile.
    Essere genitori che sono stati figli è difficile.
    Essere figli di genitori che sono stati figli è complesso.
    Ma siamo, o siamo stati, figli.
    Partiamo da lì.
    Io sto partendo da lì.

    Chiara

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  6. Hai premuto un tasto molto importante Chiara. Ognuno di noi, compreso i nostri genitori, hanno vissuto la loro Vita. Vita che ha formato il loro carattere, le loro abitudini, le loro parole, il loro pensiero, il loro essere in una situazione o in un'altra.
    Vorremmo non essere giudicati dai nostri genitori ma molto probabilmente anche loro vorrebbero non essere giudicati da noi. Mi rendo ad esempio conto di quanto importante per me sia l'opinione che di me hanno le mie figlie anche se cerco di non darlo a vedere. Ogni loro piccola critica può fare molto male.
    E ora mi rendo conto quanto anche io possa aver fatto male ai miei genitori. Io, come loro, cerco di essere un buon genitore. Lo faccio a modo mio, sapendo che non c'è una ricetta per esserlo.
    Da grandi avranno la libertà di pensare che io ho sbagliato in qualche modo, ma so di aver cercato di fare il meglio per loro, secondo le mie capacità, secondo la mia cultura, secondo le mie esperienze.

    Anche i nostri genitori hanno cercato di fare il meglio per noi...con tutti i limiti che il loro vissuto può aver creato.

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  7. Una figlia che appoggia la testa sulle ginocchia del papà.
    Gesto visto tante volte, forse.
    Ma su di me ha avuto un'effetto strano.
    Mi sentivo come se stessi "rubando" con il mio sguardo un momento
    d'Amore che non mi apparteneva.
    Eppure non riuscivo a distogliere lo sguardo.
    Ho sorriso.
    Ed ho pensato.

    La figlia ha cercato il contatto con il padre e questo l'ha quasi
    stupito subito. Era inaspettato e probabilmente proprio per questo
    motivo meraviglioso.

    Era una scena alla quale io ero partecipe, seppur spettatrice, perché il mio cuore si è aperto..
    Mi faceva tenerezza e allo stesso tempo ho pensato che una figlia rimane bimba con il suo papà. Sempre.
    Anche quando, forse, diventerà a sua volta mamma.

    Ho riflettuto tanto.
    E ho pensato che, forse, potrei anch'io appoggiare la testa sulle
    ginocchia del mio papà.

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    1. Facci sapere se e quando lo farai :-) ti auguro con tutto il mio cuore che questo tuo pensieri si trasformi in realtà

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