sabato 10 novembre 2012

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Buongiorno Principessaaaa!  
ve lo ricordate il saluto di Benigni alla sua amata ne "La Vita è Bella"?

Un film capolavoro della cinematografia italiana. Un film sulla seconda guerra mondiale, sulla deportazione degli Ebrei, sull'Amore di un padre verso il proprio figlio e la sua dolce metà. 

Amore che giungerà al culmine quando il padre si sacrificherà per salvare il proprio bimbo.

Ma "La Vita è Bella" è molto di più: lo ritengo un film metafora sulla nostra Vita. Una dimostrazione di come la Vita possa essere vissuta nonostante le sofferenze.

La Vita è Bella narra di una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c'è dolore, e come una favola, è piena di meraviglia e di felicità. 

La tua Vita, come la mia Vita, come la Vita di tutti quelli che ci circondano è ben rappresentata dalla frase appena citata.


Se uno ti chiedesse se il bicchiere di fronte a te è mezzo pieno o mezzo vuoto cosa risponderesti?



A me piace rispondere che il bicchiere è sempre pieno. Per metà è pieno di acqua e per metà è pieno di aria e se nel bicchiere non ci fosse nemmeno una goccia d'acqua sarebbe comunque pieno d'aria.

Il mio è solo un punto di vista. Tu ne puoi avere un altro. Il tuo compagno, la tua fidanzata, la moglie, il marito, i tuoi figli, i tuoi genitori, un tuo amico, il tuo capo, Obama, Napolitano, un perfetto sconosciuto, hanno il loro punto di vista. Quello che voglio dire è che, come cantano gli Jarabe de Palo, tutto dipende, da che punto guardi il mondo, tutto dipende.

Ieri sera ero ad un festa. Ho infilato la mia giacca nel guardaroba. Sono stato uno dei primi a lasciarla giù. Alla fine della serata sono tornato a prendere la mia giacca. Il guardaroba era pieno. Mi sono fermato un attimo: una fila di giacche scure. Nero, grigio scuro, marrone e ancora nero, nero, grigio.
E poi la mia giacca: a strisce colorate, con i colori dell'arcobaleno. E poi di nuovo nero, nero, grigio.
Quando ho indossato la mia giacca tutto il guardaroba era di un unico colore scuro.

Un sorriso è comparso sulle mie labbra. Mi piacciono i colori, mi piace essere colorato.

Mi piace una Vita colorata ma accetto i miei momenti bui (ogni tanto indosso anche io giacche scure che si conformano alla moda autunno / inverno). Mi sento a mio agio indossando una giacca colorata e il mio umore ne beneficia. Questo è il mio punto di vista.

La Vita è ciclica e anche noi lo siamo. Un giorno siamo colorati ed un giorno siamo grigi. Quando l'umore è grigio è il momento che mi vesto colorato. Mi aiuta a colorare il mio umore.

Salutare le persone con un bel "Buongiorno Principessa" in stile Benigni mi aiuta a trovare la carica per la giornata. Alle volte mi guardano storto, soprattutto se la Principessa è un uomo, ma, per il momento, sono ancora qui a scriverti. Nessuno ha ancora chiesto il mio internamento.

Poi arrivano i giorni bui. Ritengo che siano molto utili anzi direi indispensabili. Posso decidere di vedere solo il buio, standomene immobile e compiangermi oppure posso decidere di stare in ascolto. In ascolto delle mie sensazioni, delle mie emozioni per scoprire che nel buio c'è qualcosa che si muove, che vive e che se vogliamo è colorato. Posso chiudere gli occhi e sentire dove si trova questa emozione, in quale parte del corpo la sento. Ad occhi chiusi posso sentire la consistenza di questa emozione, percepirne la forma, la temperatura, e vederne il colore.

Posso decidere di prendermi Cura di questa emozione e di accettarla per quello che è: semplicemente una parte di me.

Dentro di noi possiamo trovare sia il sole splendente sia la notte buia. Prima o poi la notte finirà e il sole tornerà a splendere, prima o poi le nuvole verranno spazzate via del vento e il sole tornerà a splendere e, per quanto mi riguarda, cerco sempre di ricordarmi che anche se sta piovendo, anche se c'è un temporale o una tempesta in corso, al di là delle nuvole risplende sempre il sole.

Da che parte guardi il mondo tutto dipende. 

La pioggia è essenziale. Senza di essa non ci sarebbe la Vita. Se ci fosse solo il sole sarebbe tutto arido, tutto bruciato. La Vita è equilibrio. Equilibrio di elementi: acqua, terra, fuoco, aria.
Anche in natura, se manca uno o più di questi elementi, la Vita ne risente. Pensiamo ai ghiacci dei poli, ai deserti caldi o freddi che siano.

Dove tutto è rigoglioso c'è equilibrio tra sole, acqua, terra, aria.

Se vogliamo essere rigogliosi accettiamo l'acqua in ogni sua forma sia essa una fresca pioggerella o un fiume in piena; godiamoci le nostre radici nella Terra, radici che alle volte sembrano impedirci di spiccare il volo, ma attraverso di loro ci nutriamo; facciamoci cullare dall'aria che alle volte può essere pungente ma che spesso ci sta solo indicando la direzione; accogliamo il calore del sole che ci riscalda e ravviva la passione che è in noi, la passione che ci fa Vivere.

Seneca diceva che ci vuole coraggio anche per vivere. Io penso che il coraggio lo si trova nel momento in cui si trova una ragione per cui vivere. Un obiettivo da perseguire. Qualcosa che ti faccia battere forte il cuore e che la mattina ti faccia aprire gli occhi per innamorarti ancora e ancora di nuovo di questa cosa chiamata Vita.  

Continuo a meravigliarmi di quello che la Vita mi sta offrendo. Mi meraviglio di un incontro, di nuovo progetto, della direzione che ho dato alla mia Vita e del cammino che sto facendo passo dopo passo. E se tante cose ancora mi sfuggono, so il motivo per cui sto vivendo: è quel passo che sto facendo in questo esatto momento, quel passo che da senso alla mia Vita e a quello che sono. 

Questo è il mio punto di vista. E' il punto da cui sto guardando il mondo in questo momento. Qual è il tuo? Da che punto stai guardando il tuo mondo?




Buona Vita Principessaaaaaa!

Un sorriso è Vita...e rende la Vita più Bella

7 commenti:

  1. Il bicchiere davanti a me è MEZZO PIENO...l'altra metà in effetti non è vuota, è piena dei momenti senza luce..dei momenti di pioggia...dei momenti senza colori! Ma serve tutto per fare un bicchiere PIENO..la vita, come dici tu, ha bisogno anche di questo...aldilà delle nuvole c'è sempre il sole..quindi basta sbattere le ali, anche se pesanti, e VOLARE!

    Ely

    BUONA VITA PINCIPESSA!!!!

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    1. Ciao Ely, hai colto dalle parole scritte quello che è il messaggio che vorrei passasse. Siamo un insieme di luce e ombre, gioia e dolore.
      Le ali alle volte possono sembrare pesanti. Mi viene in mente l'immagine di un uccellino nato da qualche giorno che sta per imparare a volare. Le sue ali gli sembreranno pesantissime. Quasi ingombranti. Eppure l'uccellino si butterà per imparare a volare. Magari cascherà anche al suolo....ma ci riproverà finché non ci riuscirà.
      Non si arrende di fronte alle difficoltà e alla fine anche lui volerà :-)

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  2. in un altro momento avrei detto che il bicchiere è mezzo pieno...ma in questo momento particolare della mia vita....nel quale mi sembra di vivere un inferno ovunque ti giri e giri....dico lo stesso che è mezzo pieno e cavolo dopo 33 anni prima o poi girerà la ruota....aspetto ancora l arcobaleno dopo la pioggia anche se .....sembra non ARRIVARE MAI ma chissà....



























    pieno....ma proprio in ques

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    1. MI piace il tuo spirito Michela :-) Il tuo bicchiere è già mezzo pieno e cosa farne dell'altra metà? C'è qualcosa che puoi fare in questo momento per far iniziare a girare la ruota? Quali sono le tue risorse interiori che nonostante tutto ti fanno vedere il bicchiere mezzo pieno? Io percepisco in queste poche righe che hai scritto FORZA interiore e tenacia :-)
      Se l'arcobaleno non si fa ancora vedere è forse il momento di godersi a pieno la pioggia.....senza impermeabile e senza ombrello mi raccomando ;-)

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  3. Da che parte guardo il mondo? Lo guardo dal mio umile modo di essere...il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Semplicemente "è". E nel momento in cui "è" ha già in se il tutto. Pieno, vuoto ,aria, acqua, terra, fuoco, felicità, tristezza, gioia, rabbia, dolcezza, violenza, luce, buio. Io credo che siamo qui anche per esprimere e sperimentare chi siamo attraverso la Vita, anzi siamo Vita, siamo Amore, ma per sperimentare fino in fondo qualsiasi aspetto abbiamo bisogno della dualità, del contrasto, del "contrario", della ciclicità che crea equilibrio. Abbiamo bisogno di separarci per poi tornare nella consapevolezza di essere Uno. Ci risulta difficile accettare anche la parte buia, ma nel momento in cui si riesce ad abbracciarla, accettarla, accoglierla, una pace e gioia profonda ti pervadono e di colpo l'amarezza svanisce. Spesso abbiamo bisogno di vivere la sofferenza per far nascere il sorriso più bello, quello più profondo che parte dal cuore per sfociare sulle labbra inondando gli occhi di luce...passiamo attraverso la sofferenza come il giorno, per poter ogni volta sorgere, si tuffa nella notte che lo culla nel suo grembo per potergli permettere di rinascere. E' vero la Vita è meravigliosa :-)
    Si è meravigliosa..ed anche la pioggia lo è..anche se in molti la definiscono "brutto tempo"..ma sono solo parole ...come tutte quelle che usiamo..e le usiamo per comunicare l'energia che sentiamo dentro..che scorre sempre ovunque..anche quando siamo tristi, o felici, o arrabbiati, o sereni ed in pace..è la stessa energia..ha semplicemente diverse vibrazioni, in continuo movimento..ed il movimento è Vita. Vita è Amore, Amore è continua trasformazione

    Ciao Vita Bella

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    1. ..e la trasformazione ha il potere di assorbire e scambiare il calore con l'esterno ,d'accordissimo con te ,anonimo.la Vita, vale la pena di viverla in tutte le sue sfaccettature . ciao

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  4. Andiamo a ripescare la Luna nel pozzo. In quest’anfratto di mondo parallelo, in quest’aia ricostruita, circondata e recintata, come se l’esterno, il mondo reale e tangibile, potesse sporcarla, in questa veglia, vagano due anime, vicine, strette, inseparabili
    Dal sepolcro di lapidi e marmi le due anime partono e compiono il loro piccolo viaggio fino a giungere, come naufraghi dispersi nella solitudine che li attanaglia, in una piccola isola fatta di due valige, due cappotti, una panchina. Lì attorno stanno.
    Tutto il resto è perduto nel tempo, ha perso i suoi connotati, i suoi significati, non esiste, e se ancora resiste è soltanto un flebile e sbiadito ricordo come un sogno che più passa il tempo più va a liquefarsi nelle ore del giorno. Parlano per paradossi, per azzardi filosofici, per non sense, per alchimie intellettuali. Siamo dentro “The Others”.
    . Potrebbero essere (de)relitti o clochard, barboni ma felici che ululano alla Luna le loro stolterie senza che nessuno risponda.
    Tante piccole fiaccole e lumini, fiammelle da Inferno dantesco, senza essere cupe, a chiuderli in un semicerchio dal quale non possono uscire, come in una bolla di sapone, elio dentro il palloncino gonfiato dell’esistenza. Sono due emigranti, dal mondo dei vivi a quelli del trapasso. Sono già morti oppure non sono mai nati. Surreali e di una tenerezza infinita, sono uno la proiezione dell’altro, forse la spalla che non hanno mai avuto in vita, se vita c’è stata.
    Attendono che il treno arrivi, senza fermarsi mai, che il tempo passi, senza passare mai, che qualcuno si accorga di loro. Cercano calore, vicinanza, solidarietà. Hanno occhi di bambino entusiasta delle piccole scoperte, sono folli che hanno capito che la pazzia aiuta a vivere meglio quando vivere è sinonimo di sopravvivere. Potrebbero essere ciechi in un mondo di viventi, potrebbero essere gli unici che riescono a vedere quello che altri non riescono (più) a cogliere.
    Guardiani del camposanto, rimangono sospesi in quel limbo di morte-non-morte, quasi bidello e professore che mandano avanti la fatiscenza di una comune scuola statale nostrana. Impazzirebbero se li separassero: forse sono gli ultimi umani rimasti sulla Terra. Il prima ed il dopo non hanno più contorni, più rilevanza, più importanza: niente era, niente sarà: “I sogni sono come le lampade, si accendono e si spengono, fin quando non si fulminano”.
    Domande marzulliane che qui prendono corpo ed aprono squarci, finestre, riflessioni. Si chiamano e si cercano vocalmente come se, non sentendo le parole dell’altro, possano sparire, sciogliersi, perché ormai solo di quelle ormai sono fatte. Sono gas disciolti nell’aria in un rapporto che ricorda Robinson Crusoe e Venerdì, in maniera intercambiabile, dove non si riesce a capire quale dei due abbia inventato l’altro.



    il virtuale lo abolirei votando a favore del REALE ,piu' gratificante . ciao ciao

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