domenica 25 novembre 2012

Le barche del cambiamento


Felice Vita
oggi ho il piacere di presentarti il nuovo logo di Buona Vita.
Averlo cambiato è una scelta che può sembrare banale ma per me non lo è certo stato. Il logo che ha inaugurato questo blog nel dicembre del 2010 è una mia creazione anche se si tratta di un elementare disegno su un post-it. Un logo che rappresenta la semplicità e la spontaneità con cui questo blog vuole presentarsi a te che mi stai leggendo.

Potrai ancora vederlo alla pagina Contatti di questo sito.

Qui sopra il nuovo logo. La tecnologia avanza e per rimanere al passo le immagini richiedono un minimo di qualità grafica che un logo disegnato a mano e successivamente scandito non riesce a garantire. E quindi ecco a voi la versione digitale.
Ringrazio innanzitutto la mia amica grafica Cristina che lo ha realizzato.
Come già scritto sopra non è sempre facile cambiare, per quanto banale possa sembrare una scelta. Nel mio caso Cristina ha rivestito un ruolo molto importante. Ha capito la mia difficoltà, ha capito che ero emotivamente coinvolto ed ha trovato il modo per farmi fare il passo.

Come ci è riuscita?

Mi ha semplicemente elencato cosa trasmette secondo lei il logo. Di seguito le parole di Cristina:

Il logo lo trovo "fresco" e simpatico.
Dal mio punto di vista, trasmette:
- bontà (dagli occhietti buoni)
- simpatia (dai dentini del sorriso)
- ottimismo e gioia (dalla forma del sole)
- luminosità (dal colore giallo del sole)
- tranquillità e riflessione (dallo sfondo azzurro)
- morbidezza (dal font arrotondato)
- solidità (dato dal quadrato arrotondato di fondo)
- positività (dalla scelta fumettistica)
Tutte carattteristiche collegate alla tua rubrica:
sensazioni, pensieri e filosofia collegate alla vita quotidiana per "vederci dentro nelle cose" e migliorare il nostro essere o, meglio, "benessere" spirituale.

Difficilmente avrei trovato parole migliori per descriverlo, quindi grazie ancora Cristina. 
Grazie per avermi dato la spintarella necessaria per accettare questo cambiamento. 
Il cambiamento in effetti significa movimento e alle volte è più facile starsene seduti ad aspettare che qualcosa avvenga piuttosto che agire. 
A tal proposito mi viene in mente una favola orientale: 

"Tanto tempo fa, nel regno di Song, viveva un contadino che un giorno, mentre era nei campi a lavorare, vide passare di corsa un coniglio. L'animale, un po' confuso, andò correndo a sbattere contro il tronco di un albero e si ruppe l'osso del collo. 
Il contadino, che aveva osservato tutta la scena, si accorse che il coniglio non si muoveva più e capì che l'urto con il tronco l'aveva ucciso. Subito recuperò la bestiola e andò a venderla al mercato. 
Mentre rientrava a casa, il contadino contemplava il gruzzolo di monete che aveva così facilmente guadagnato e pensò che in quel modo, catturando un coniglio al giorno, sarebbe diventato ricco senza più faticare. 
Così il giorno dopo tornò al suo campo ma, invece di lavorare, si mise seduto accanto all'albero su cui il giorno prima aveva sbattuto il coniglio. In quella posizione, passò tutto il tempo a osservare il tronco dell'albero in attesa che arrivasse un altro coniglio. Quel giorno però non ne vide passare nemmeno uno e lo stesso accadde i giorni successivi. 
In compenso le erbacce coprirono i campi non più lavorati".

La morale è che non si può rimanere in attesa di un colpo di fortuna. Come già scritto sopra per cambiare serve movimento, azione. La Vita ti riserva la possibilità di scegliere tra più opzioni: puoi ad esempio decidere di accettare la Vita che stai vivendo o puoi decidere di agire responsabilmente per cercare di cambiarla. 
A me piace pormi degli obiettivi nella Vita, dei traguardi da raggiungere. Una volta aspiravo a cambiamenti utopistici tipo la pace nel mondo, cibo e acqua per tutti affinché nessuno debba più morire di stenti. 
Questi sogni alla lunga mi creavano malessere perché mi rendevo conto che gli obiettivi posti erano irraggiungibili. Mi sentivo frustrato e inutile. La mia autostima sotto i piedi. 

Poi piano piano ho capito che potevo pormi dei traguardi più facilmente raggiungibili. 

Se ad esempio sono insoddisfatto del mio lavoro potrei decidere di licenziarmi senza avere una valida alternativa, ma questa sarebbe una scelta avventata, un agire senza pensare, che può facilmente portare ad un fallimento. Oppure potrei sognare di cambiare il lavoro senza però agire, con il conseguente rischio di sentirmi presto un fallito perché senza l'azione non avverrà nessun cambiamento. 
Oppure decido di programmare il cambiamento desiderato, armandomi di pazienza e di buon senso. 
Costruire il mio futuro significa per me agire sul mio presente avendo ben chiaro l'obiettivo da raggiungere. La pazienza di raggiungerlo compiendo un passo alla volta. 
Il porto di destinazione è "il cambio di lavoro" ma per raggiungerlo c'è un mare da attraversare. 
Penso che sia fondamentale rendersi conto che il cambiamento non avviene nel momento esatto in cui attracco nel porto di destinazione ma il cambiamento inizia nel momento esatto in cui monto sulla barca e sciolgo gli ormeggi affrontando il mare della Vita. 

Di seguito un video che parla delle barche del cambiamento o del non cambiamento. 
A te la scelta della tua barca. 

Buona navigazione









Un abbraccio gioioso e Buona Vita

Un sorriso è Vita...immagina il tuo sorriso quando avrai raggiunto il porto di destinazione