mercoledì 30 gennaio 2013

Chi salva la Vita salva il mondo intero

Il 27 gennaio è stato solo qualche giorno fa. Ti ricordi cosa hai fatto? Io, pensandoci un po', non riesco a dirti il dettaglio della giornata, ma mi ricordo dove mi trovavo e mi ricordo della mostra in cui mi sono casualmente imbattuto. 

E se ti chiedessi che cosa si ricorda il 27 gennaio di ogni anno, sapresti rispondermi?
Io onestamente avrei difficoltà a risponderti. In questo preciso momento forse no, ma se me lo chiedessi fra qualche mese, avrei probabilmente qualche difficoltà. 

Il 27 gennaio è la giornata della Memoria. Le televisioni ne hanno parlato, i giornali ne hanno parlato, si organizzano mostre, a scuola si guardano film sul tema, si aprono dibattiti in merito. 

Ma cosa è successo esattamente il 27 gennaio di 68 anni fa?

L'Armata Rossa, ovvero le truppe sovietiche, arrivano ad Oswiecim, città della Polonia conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz. E' stato il primo campo di concentramento nazista ad essere scoperto e i pochi superstiti trovati dopo la ritirata tedesca hanno, per la prima volta, testimoniato al mondo intero l'orrore dei campi di concentramento. 

Mio nonno, tedesco, è morto in guerra, in Russia, durante la seconda guerra mondiale. Mia nonna si è risposata e con il mio "nuovo" nonno, anche lui reduce dalla seconda guerra mondiale. Anche lui tedesco. 

Quando ero piccolino mi ricordo che ero curioso di sapere qualcosa sulla guerra. Una volta gli ho chiesto com'è fare la guerra. 
Lui si è rabbuiato e subito gli è scesa una lacrima sul volto. E' una delle poche immagini che mi sono rimaste chiare di mio nonno ormai morto da parecchi anni. 
Non mi ha mai raccontato nulla della guerra. 

Mia mamma, nata nel '41, nelle vicinanze di Norimberga, sede dei congressi nazisti e delle grandi parate propagandistiche del regime, non si ricorda molto. L'unica immagine nitida è un cavallo che correva, completamente infuocato, nei giorni della ritirata dei tedeschi nel '45. 

Quello che comunque vorrei ricordare della giornata della Memoria, non sono le immagini raccapriccianti che si possono vedere anche oggi, accendendo la TV a guardandosi un qualsiasi telegiornale. Di guerre ce ne sono tuttora quante ne vogliamo. Di stermini, di campi di concentramento ce ne sono tuttora in diverse realtà. Sembra quasi che non abbiamo imparato nulla dalla storia, ma non è questo che voglio ricordare.  
Quello che voglio ricordare sono le persone che hanno aiutato gli ebrei, quelle persone che hanno messo a rischio la propria Vita per salvare la Vita di innocenti. 
Gli Ebrei li chiamano i "Giusti tra le nazioni" ed è il termine utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico per salvare la Vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista conosciuto con il nome di Shoah. 

In Polonia ci sono ad esempio 6.339 insigniti, 5.204 nei Paesi Bassi, 3.513 in Francia, 2.402 in Ucraina, 524 in Italia, 510 in Germania e molti altri ancora.

Queste persone sono dei veri e propri esempi di Buona Vita. Forse anche tu avrai visto il film Schindler's List e se non lo avessi visto te lo consiglio vivamente. Parla di Oskar Schindler, un tedesco che con la sua azienda di pentole e coperchi riuscì a salvare ben 1200 ebrei da morte quasi certa. Schindler, con l'arrivo dei Russi in Polonia fu costretto a fuggire in quanto ufficialmente iscritto al partito nazista. Gli ebrei che aveva salvato, prima di salutarlo, gli donarono un anello con inciso la seguente frase: 

"Chi salva una Vita salva il mondo intero". 

All'inizio del post scrivevo che il 27 gennaio mi sono casualmente imbattuto in una mostra. Era una mostra sulla giornata della Memoria. Mi ritrovo in alcune stanze di un vecchio mulino con annesso un forno per cucinare il pane ma che dalle dimensioni mi ha subito ricordato i forni crematori utilizzati dalla SS. Alle pareti disegni di tanti bambini. Uno di questi lo trovi all'inizio del post. Disegnato da Ilona, morta ad Auschwitz all'età di 12 anni. Ha disegnato una formica che tira 2 farfalle adagiate su altrettanti carretti.
Le farfalle solitamente volano. Sembra quasi che nell'impossibilità di farlo utilizzino comunque una forza per andare avanti. Questa forza rappresentata dalla formica, uno degli insetti più piccoli al mondo ma anche il più forte in assoluto rispetto alle sue dimensioni. Mi piace pensare che questa formica rappresenti la forza di volontà. Questa forza che anche a te, nei momenti di difficoltà, permette di tirar fuori il meglio, quella forza che ha permesso a migliaia di deportati di sopravvivere all'orrore dei lager nazisti. 
Questa forza di volontà che fa vedere il lato positivo anche quando di lati positivi ce ne sono gran pochi. 

A tal proposito vi lascio con questa poesia ritrovata ad Auschwitz e scritta nel '41 da un anonimo deportato. Penso non servi alcun ulteriore commento. 

La canzone dell'uccello

Chi s'aggrappa al nido
non sa che cos'è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglio cantare
il creato e la sua bellezza. 

Quando all'alba il raggio di sole illumina la Terra
e l'erba scintilla di perle dorate, 
quando l'aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi, 
allora capisco come è bello vivere. 

Prova, amico, ad aprire il cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande con i tuoi ricordi: 
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada, 
vedrai che è bello vivere. 

Anonimo deportato ad Auschwitz - 1941

Buona Vita a te che leggi, 
Buona Vita a tutti noi che Siamo
in memoria di chi non è potuto Essere. 

Anche io, anche tu, con le nostre azioni, come ha fatto Oskar Schindler, e migliaia di altre persone come lui, possiamo fare la differenza.