martedì 22 gennaio 2013

Siamo tutti Soli


In questo momento mi piacerebbe entrare in contatto con la tua Anima per capire quali emozioni ti sta suscitando il titolo di questo post. Entrare in contatto con la tua mente per ascoltare i tuoi pensieri.
Forse ti starai chiedendo dove si può trovare il messaggio positivo nel titolo di questo post:
Siamo tutti Soli
 

Ti ricordi il post intitolato "Il bicchiere è mezzo pieno o mezzovuoto?". In questo articolo scrivevo che il bicchiere, per me, è sempre pieno, in quanto, anche quando è vuoto, è comunque pieno d'aria.

Ora forse di chiederai cosa hanno in comune questi due titoli. Ti voglio offrire un suggerimento: come per "Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?" anche per "Siamo tutti Soli" ci possono essere più significati, a seconda del punto di vista da cui si legge la frase.

Non leggere all'incontrario la frase...non ti aiuterà :-)

Proviamo allora ad andare per ordine

Non so ancora leggere nella tua mente e quindi mi risulta difficile sapere a cosa hai pensato o se hai effettivamente pensato a qualcosa leggendo il titolo di questo post. Se stai leggendo l'articolo forse un po' di curiosità in te c'è.

Vediamo il primo punto di vista: “Siamo tutti soli” può essere letto come io sono solo, tu sei solo, noi siamo soli, loro sono soli.

In effetti quando nasciamo, nasciamo da soli. Prova a soffermarti un attimo sulla tua nascita.

Ti ricordi quando hai sofferto nascendo? No. Non te lo ricordi. Puoi sforzarti quanto vuoi ma non te lo ricorderai.

Eppure quando si affronta il tema del parto, si pensa sempre al dolore della madre che sta partorendo. Io non lo so quanto doloroso sia, non l'ho mai provato, non in questa Vita, e da uomo non potrò provare questa esperienza, non in questa Vita per lo meno.

Posso però mettermi nei panni del nascituro:

nove mesi raggomitolato in un luogo protetto, un luogo che per me piano piano diventa familiare, diventa la mia casa. Temperatura costante a 36°, cibo quanto basta e senza fare alcuna fatica, suoni attutiti dal liquido che mi circonda, luci soffuse, solo ombre si intravvedono al di là della parete di questa mia casa.

E poi all'improvviso qualcosa succede. E' come se qualcuno avesse tirato l'acqua dello sciacquone. Solo che non ci passo per quel buco stretto stretto. Perché dovrei passarci? Sto tanto bene qui.

Tutto intorno a me si fa stretto, una forza a me sconosciuta mi sta spingendo, stringendo, qualcuno mi prende la testa, mi tira. Una luce abbagliante mi acceca, qualcuno mi sculaccia, e senti che freddo che fa. Da 36° a 22° o giù di li. Mi viene da piangere…e decido di piangere...anzi...urlo disperato. Vengo al mondo urlando, piangendo, al freddo e al gelo. E poi questa nuova sensazione di insoddisfazione, cos'é? Ho fameeeee!!! Aspetta che provo ad urlare un altro po'. E tutti questi rumori. Ma dove sono?

Voglio tornare a casa!

 
Mi immagino che siano proprio queste le sensazioni che ho provato nascendo. Sicuramente non mi sono sentito in buona compagnia e penso di poter affermare che tutti noi, per quanto assistiti, aiutati, coccolati, siamo comunque nati da soli e soli.

E la morte? Mi sai dire cosa si prova quando si passa da questa Vita a quello che per noi rimane tuttora ignoto?

Io non ti so rispondere. Ho il mio pensiero in merito, ma magari te lo propongo in un prossimo post.
Quello che in questo momento mi sento di suggerire è che, per quanto possiamo essere circondati da persone che ci vogliono bene, anche la morte, come la nascita  è un momento di passaggio, un momento tutto nostro, lo viviamo noi da soli.

Anche in questa Vita siamo soli. Prova a pensarci. Se stai male, sei tu che stai male. Può aiutare la presenza di qualcuno, ma comunque sei tu e solo tu a soffrire. Quando gioisci sei comunque tu a gioire. Penso ad esempio a momenti in cui guardando un film mi metto a ridere a quella che per me è una battuta. Chi mi sta vicino niente, e magari mi guarda un po' come dire: ma che c'è da ridere? Non ti è mai capitato? Ecco, in questi momenti sono solo. Sto gioendo da solo.
Forse sia io che te abbiamo il vizio di confondere il nostro essere soli con la solitudine. La solitudine, in realtà, non è altro che uno stato d'animo creato da me e te. Siamo io e te che gli diamo spazio. Leghiamo il nostro essere soli con la mancanza di una persona, solitamente la persona che amiamo (un compagno/a, un genitore, un figlio, un amico o un’amica).

Ma prova a pensarci un attimo: ci sono 7 miliardi di persone a questo mondo. Vuoi vedere che non trovo qualcuno con cui condividere un pezzo della mia Vita senza necessariamente soffrire di solitudine? Difficile da credere, ma facile che ciò avvenga perché siamo io e te che decidiamo di chiuderci nella nostra solitudine, data dalla mia e tua decisione di voler soffrire di solitudine perché quella persona ben precisa e solo lei ci manca e riteniamo essere l’unica a poter riempire il nostro vuoto.

In sostanza non accettiamo di voler stare bene da soli.

Ora ti chiedo di rileggere il titolo di questo post da un altro punto di vista.

Forse ci sei già arrivato da solo (Siamo tutti Soli ricordi?) altrimenti ecco un aiutino. Non leggiamo la frase al contrario, ma la leggiamo attribuendo un significato diverso alla parola “Soli”:

Ognuno di noi splende di luce propria. Ognuno di noi è solo ma allo stesso tempo è un Sole.
Un sole che scalda, un sole che illumina.
Siamo tutti Soli…che risplendono

Capito ora? Si, penso che ognuno di noi, te compreso, abbia un potenziale infinito. Potremmo accecare di luce o annegare di energia chi ci circonda se solo lo volessimo.

La cosa positiva è che lo possiamo fare e lo possiamo fare nel momento in cui riconosciamo il nostro valore, nel momento in cui rivolgiamo l'Amore verso noi stessi: questo avviene quando smetto di affannarmi a cercare la mia felicità nelle persone o nelle cose che mi circondano. Questo avviene quando imparo ad auto-alimentarmi, a trovare dentro di me le risorse per stare bene.

Quando questo avverrà, allora sarò libero di relazionarmi con chi mi sta vicino senza condizionamenti, offrendogli il mio Amore e Amandolo per quello che è. Senza aspettative. Senza chiedere nulla in cambio.

E’ come se tu avessi imparato a suonare il pianoforte. Anni di allenamento da solo ed ecco che una dolce melodia esce da esso grazie a te. Poi ad un certo punto decidi di incontrare uno strumento diverso e lungo il tuo cammino incontri un violino. Vi conoscete ed iniziate a suonare insieme. Si creerà un'armonia sinfonica.

E questa armonia diventerà magica, se anche il violinista avrà imparato a suonare prima da solo. Se solo uno dei due non avrà imparato a suonare da solo, avrà bisogno di una guida per stare al tempo, ed ecco che l'armonia non sarà più così magica, ma sarà un continuo rincorrersi senza, in realtà, trovarsi mai.

Kahlil Gibran sosteneva che due innamorati sono come due colonne di uno stesso tempio. Sono divisi, due entità ben distinte. Ogni colonna è Sola all'apparenza, eppure, assieme, contribuiscono ad un unico scopo comune: insieme sostengono lo stesso tetto rimanendo separati per quanto concerne il loro Essere.


Buona Vita da Solo e Buona Vita da Sole
Patric

Un sorriso è Vita...un sorriso è come il Sole: dona calore a te che lo stai donando e a chi sarà disposto a riceverlo in dono