mercoledì 17 aprile 2013

Crescere...decrescendo

Sono abbastanza confidente nel dire che anche tu sei stato o stata un bambino o una bambina. 

Ho indovinato? 

Penso proprio di sì, però come dice Antoine de Saint-Exupéry, l'autore de "Il Piccolo Principe", tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se lo ricordano

Tu te lo ricordi ogni tanto? 

Lo stupore di quando eri piccolo, di fronte al mondo, e le domande che facevi per cercare di capire quello che per te era tutto nuovo. Sembravi un piccolo filosofo che si pone mille domande per capire i "perchè" della Vita:

Perché, mamma, sono venuto al mondo e da dove vengo?
Perché, papà, moriamo e dove finiamo poi? 


Ogni cosa all'inizio era una sorpresa, una novità. Tutto da scoprire, curiosità che spinge il bambino alla continua di ricerca. Alla ricerca di cosa? I bambini sanno esattamente quello che cercano, in ogni istante. 
Alla domanda "che cosa desideri?" ti rispondono all'istante, senza tanto pensarci. 
E se la stessa domanda la facessi a te? Quali sono i tuoi sogni? Che cosa desideri? Sapresti rispondermi all'istante? 

Un bambino è spontaneo, risponde su due piedi, senza tanto pensarci e soprattutto senza temere il giudizio di chi lo circonda. Quante volte ti capita invece di voler fare spontaneamente qualcosa, ma subito c'è una vocina dentro di te che ti dice "Fermati! Cosa penseranno le persone attorno a te se lo farai?"

E così facendo ti stai precludendo l'opportunità di divertirti, di vivere la Vita senza metterci la razionalità, la testa, che alle volte remano contro. 
Un bambino si diverte con la maggior parte dei giochi, da solo o in compagnia. Crede profondamente in quello che sta facendo. Per lui è tutto reale. Ci mette la passione. 

Vedo bambini coraggiosi come leoni. Bambini malati, non una semplice influenza, bambini con la leucemia che nonostante la sofferenza fanno ridere i loro genitori o gli amici o me in veste da clown. Sono loro che fanno ridere noi. Forse hanno capito, o meglio non hanno ancora vissuto a sufficienza per disimparare che il sorriso è la miglior medicina. 

Questa è la saggezza naturale di ogni bambino. Ascoltano se stessi, i loro bisogno, i loro desideri. Li inseguono in modo spontaneo, infischiandone del giudizio altrui, divertendosi e mettendoci l'anima, la passione in tutto quello che fanno. Un tocco di coraggio e un sorriso e il gioco è fatto. 

Poi arriviamo noi adulti e pensiamo che per crescere sia necessario prima o dopo abbandonare il nostro essere bambino e quindi interveniamo senza nemmeno pensare alle conseguenze di quello che stiamo facendo. 
Uno dei più celebri psichiatri e psicoanalisti, Carl Gustav Jung, scriveva:

Se c'è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi. 

Io penso che il fanciullo che è in noi non cresce perché è lui il vero adulto. E da qui il titolo che ho voluto dare a questo post. Se vogliamo veramente crescere, penso che dovremmo tutti prenderci cura del bambino che è in noi. Ritrovandolo, contattandolo, fidandoci di lui e della sua saggezza, riscopriremo l'adulto che è in noi. 

Un esempio di saggezza, coraggio, passione lo trovi qui: La bambina che zittì il mondo intero per 6 minuti.

Ti auguro una buona e felice decrescita. Salutami il bambino o la bambina che è in te, e per favore, abbraccialo o abbracciala da parte mia. 

Buona Vita
Pat SmIly :-)

Un sorriso è Vita...ascolta il bambino o la bambina che è in te e vedrai che il sorriso sarà spontaneo