domenica 28 luglio 2013

L'intelligenza delle piante


Le piante sono intelligenti? Le piante sono molto intelligenti. Molto di più di quello che probabilmente hai sempre pensato e immaginato. Molto di più di quello che finora ti hanno insegnato. 

Le piante si muovono? Si, le piante si muovono, non sono statiche. E non si muovono solo perché c'è il vento o perché hai spostato il vaso in cui si trova il fiore dal tuo salotto al davanzale della camera. 

Le piante soffrono? Questo non è ancora stato dimostrato, quello che sappiamo con certezza è che le piante sono molto sensibili, probabilmente molto di più di un animale e di noi esseri umani. 

E ora ti chiederei di rispondere a questa domanda: qual'è l'essere vivente più grande al mondo? 


Ci hai pensato? 

Forse anche a te è venuto in mente la balenottera azzurra. Arriva a sfiorare le 200 tonnellate di peso e i 33 metri di lunghezza. E' riconosciuto essere l'animale più grande esistente oggigiorno sul pianeta Terra. 

Cosa dire della Sequoia raffigurata nella foto di questo post? Lo chiamano il Generale Sherman. E' alta 84 metri, un diametro alla base di oltre 11 metri, un peso stimato di oltre 5400 tonnellate e un'età superiore ai 2300 anni. 
Il 45% degli intervistati presso un'università degli Stati Uniti ha risposto no alla domanda se le piante fossero degli esseri viventi. Poco male visto che anche nella Bibbia, sull'arca di Noé, tra tutti gli esseri viventi salvati troviamo solo animali e nessuna pianta. 

Mi sento sereno nel confermarti che una pianta è a tutti gli effetti un essere vivente. E mi sento anche abbastanza sereno nell'affermare che è qualcosa di più di un semplice essere vivente che i più ritengono statico, privo d'intelligenza e sensibilità. Ed è proprio per questo che ho deciso di scrivere questo post. Fornire un po' di informazioni aggiuntive su questo mondo ai più sconosciuto, e lo farò rispondendo alle tre domande poste sopra: le piante sono esseri intelligenti? Le piante si muovono? Le piante soffrono? 


Stefano Mancuso è uno dei fondatori della "Neurobiologia Vegetale" e sta effettuando diversi esperimenti sul mondo vegetale. 
Ha dimostrato in numerosi studi che ogni singolo apice di una radice, apice radicale, è in grado di analizzare costantemente più di 15 parametri chimici e fisici. In ogni apice delle radice troviamo una zona chiamata di "transizione" lunga circa 1 mm in cui avviene il più grande dispendio di ossigeno della pianta. E' una zona che ha le stesse frequenze del nostro cervello. In questo millimetro ci sono qualche centinaia di cellulare. Potrebbero sembrare poche, ma se prendiamo una pianta di segala scopriremo che ci sono circa 14 milioni di radici e circa 11.5 milioni di apici per una lunghezza totale di oltre 600km. 
Parliamo quindi di miliardi di cellule, e stiamo parlando solo della zona di transizione degli apici radicali. 

Ogni singola radice comunica con le altre creando una rete molto simile a quella del nostro cervello. Miliardi di connessioni che ogni singolo secondo e attraverso gli apici radicali raccolgono e trasmettono, in ogni istante, milioni di dati. Dati che vengono elaborati, valutati e comunicati alle piante vicine, agli insetti e agli animali. Li comunicano anche a noi esseri umani solo che non siamo in grado di percepirlo, o per lo meno non tutti hanno la necessaria sensibilità per far sì che ciò avvenga.  

Questo numero altissimo di connessioni permettono alla pianta di difendersi dai predatori. Una pianta non può scappare da dove si trova e quindi comunica. Una pianta, all'apparenza, è ferma, ma allo stesso tempo è un essere tutt'altro che passivo. 
Se filmiamo una pianta durante la sua giornata e poi guardiamo il video a velocità accelerata ci accorgeremo di moltissimi movimenti. Le foglie di una pianta di fagiolo ruotano alla ricerca continua del sole, le foglie di alcune piante si chiudono su se stesse e i rami si rilassano durante la notte (anche le piante dormono), le piante sono esseri sociali e giocano tra di loro in movimenti armonici e sincronizzati (vedi il video sotto). 

Si, hai capito bene. Le piante sono esseri sociali ed è stato dimostrato dagli esperimenti di Mancuso:  una pianta fatta crescere in un ambiente privo di altre piante e messa successivamente all'interno di un ambiente ricco di altre piante, muore. 

Se più piante crescono assieme, comunicando tra di loro, delimitano i loro spazi vitali e fanno si che ognuna di loro abbia lo spazio vitale sufficiente. 
I movimenti delle piante non sono tutti lenti. Ce ne sono anche di repentini. Prova a pensare ad una pianta carnivora. Ci sono movimenti lenti ma non troppo. La fioritura che permette anche all'essere umano di vedere i cambiamenti della pianta. 

L'esempio per me più eclatante a dimostrazione della capacità di movimento, della sensibilità e dell'intelligenza delle piante è l'esperimento fatto con una pianta di fagiolo che, fatta crescere in una stanza completamente vuota, cerca insistentemente e consapevolmente di raggiungere l'unico oggetto della stanza: un'asta di ferro alla quale aggrapparsi.
Come fa a sapere che a 1 metro di distanza ci sia un asta? Questo non lo si sa ancora eppure la pianta di fagiolo lo sa, e ripetendo l'esperimento più volte il risultato è sempre stato lo stesso. A dimostrazione che anche una pianta sa muoversi e lo fa consapevolmente. 

Una pianta inoltre si muove verso i suoni a lei graditi. Le radici cresceranno tutte verso una fonte musicale sotterranea se questa sarà a loro gradita. 

Soffrono le piante? Collegando dei sensori alle piante, questi dimostrano la presenza di forti impulsi elettrici nel momento in cui venga strappata una foglia o tagliato un ramo. Questo non significa necessariamente che una pianta provi dolore (una pianta non è dotata di sistema nervoso come lo conosciamo noi) ma sicuramente è dotata di sensibilità in quanto si accorge del danno che le viene fatto. 

Se vi è un incendio, le piante raccolgono tutta la linfa verso il cuore della loro essenza, il tronco, come a proteggerlo dall'incendio stesso. Riconoscono la presenza di animali pericolosi quali un bruco che ne vuole mangiare le foglie, o di un essere umano che ha distrutto o danneggiato un'altra pianta in sua presenza. Con i bruchi le piante si proteggono emettendo profumo di lavanda che attira le vespe che sono un terribile nemico dei bruchi. Le altre piante sentendo il profumo di lavanda, ne producono a loro volta comunicando il pericolo tra di loro. Per l'uomo purtroppo non ci sono ancora espedienti che funzionino.
E' a partire da me e te che possiamo preservare, se ci riteniamo veramente esseri evoluti e dotati di intelligenza, il mondo vegetale. 

E non è finita qui. E' proprio ora che arriva il bello. 


Le piante comunicano in molti altri modi. Per riprodursi ad esempio, ogni pianta ha escogitato un suo stratagemma per permettere la riproduzione della specie: 
in passato, migliaia di anni fa, l'impollinazione avveniva principalmente attraverso l'acqua e il vento. Questo richiedeva che la pianta producesse grosse quantità di polline affinché una minima parte finisse sul fiore da impollinare. Poi anche le piante si sono evolute ed hanno compreso che un'ape può essere un utilissimo vettore per trasportare il polline da una pianta all'altra. 

E come far sì che un ape o farfalla o simili, vengano attirati? 

Producendo il nettare. Una goccia di dolcissimo nettare di cui questi insetti vanno ghiotti. L'ape se ne ciba e allo stesso tempo la pianta lascia sul corpo dell'insetto il polline che verrà trasportato su un altro fiore impollinandolo. Si pensa che ogni nettare crei dipendenza, come se fosse una droga. Infatti l'ape, una volta che si è cibato del nettare di un fiore, continuerà a cercare quella tipologia di fiore (solo nel periodo di fioritura) ed è proprio per questo motivo che possiamo avere il miele di acacia,  il miele di girasole o il miele di castagno. 

Ci sono poi anche casi in cui la pianta non offre nulla in cambio dell'impollinazione. Ad esempio le orchidee. L'orchidea si è evoluta in modo tale da assomigliare in tutto e per tutto ad un ape sia nella forma, che nella consistenza (peluria), che nell'odore, in quanto produce lo stesso feromone. L'ape scambia l'orchidea per un suo simile e si accoppia. Durante l'accoppiamento l'orchidea rilascia sulla testa dell'ape due "sacchetti" ripieni di polline. 

Ed infine ti chiedo se hai mai sentito parlare della mirmecofilia? 

La mirmecofilia è la parole che indica il rapporto di "Amore", di simbiosi, tra un essere vivente, in questo caso un acero, e una comunità di formiche. 
L'acero produce un nettare che le formiche amano in maniera particolare. Questo nettare viene offerto alle formiche per farsi proteggere dai nemici. Una cosa interessante, a dimostrazione dell'intelligenza delle piante, è che questo nettare viene prodotto solo in situazioni di pericolo. Se un insetto inizia a mangiare le foglie dell'acero, la pianta inizia a produrre questo nettare. Le formiche verranno subito attirate e cacceranno l'intruso, anche se l'intruso fosse un insetto molto più grande di loro. L'acero, oltre al nettare offre alle formiche ospitalità nel suo tronco, in modo tale che l'intervento, in caso di bisogno, possa essere immediato. Se si prova a spargere delle briciole di pane sulla pianta, le formiche lo lasceranno cadere a terra, e lo stesso dicasi per lo zucchero. Tutto ciò che non è prodotto dalla pianta stessa viene riconosciuto come pericoloso per la pianta stessa e per questo viene eliminato. 
Attorno a questi aceri si crea una zona di circa 3-4 metri di diametro in cui non cresce nulla al di fuori dell'acero stesso. Anche altre piante vengono eliminate dalle formiche se volessero crescere all'interno di questa zona. 
Se dovessimo prendere queste formiche, cresciute sull'acero, e trasportarle in un altro territorio adatto alla vita delle formiche, queste si lascerebbero comunque morire. 
L'acero, attraverso il nettare, crea dipendenza nelle formiche e queste riescono a sopravvivere solo li. 

Ora ti vorrei lasciare con uno spunto di riflessione: riso, grano, mais, fagioli, patate, sono i cibi più importanti per l'essere umano. E se fosse che queste piante abbiano trovato il loro modo, creando dipendenza in noi esseri umani, per garantirsi la riproduzione e la Vita su questa Terra? Vista da questo punto di vista, l'intelligenza delle piante, sarebbe addirittura superiore a quella del uomo. 

Concludo con una frase di Stefano Mancuso: 
Le piante non sono solo in grado di vivere, le piante sono in grado di percepire, di comprendere. 

Vi consiglio inoltre di vedere questo breve video in cui potrete vedere alcuni degli esperimenti sopra citati.







Buona Vita 

Pat SmIly

Un sorriso è Vita...una pianta non ti sorriderà, ma ti sarà grata di ogni sorriso che tu vorrai offrirle