domenica 29 giugno 2014

E' finita la scuola...in ricordo di Alberto Manzi

E anche per quest'anno è finita la scuola.
Io ricordo ancora l'emozione dell'ultimo giorno di scuola e l'attesa per l'ultima campanella. 

Che gioia le vacanze! 

Tre mesi di vacanza, mi ci vorrebbero anche adesso che lavoro. 


Una legge che mi permettesse ogni tot anni di andare in ferie per 3 mesi, per poter realizzare i sogni nel cassetto tipo farmi il "Camino di Santiago" con tutta la calma che un cammino del genere secondo me richiede. 

Poi si torna al lavoro sicuramente più ricaricati. Cosa ne pensi? Ti piace come idea?

Il tema principale di questo post, però, è un altro. Finisce la scuola ed è tempo di pagelle, è tempo di esami, è tempo di votazioni e di giudizi. 

Pagelle, votazioni, esami, giudizi
Buono, insufficiente, discreto, quasi sufficiente
Otto, cinque, sei, sette, quattro
100 e lode, bocciato, oppure "meglio che ci rivediamo a settembre". 

Cresciamo in una società che ci insegna fin da piccoli che il nostro valore dipende dal voto che prendiamo a scuola. Ci insegna che il nostro futuro dipende da quanto bene andiamo a scuola e che se falliamo un esame, non possiamo realizzare quello che è magari un nostro sogno. 

Nei giorni scorsi ho letto una breve storia raccontata da una maestra di cui non conosco il nome. Penso che sia molto esplicativa: 

Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa.

lunedì 2 giugno 2014

Mi scappa da ridere....

Stamattina mi sono alzato e guardandomi allo specchio ho sorriso,
consapevole che quel sorriso avrebbe cambiato la mia giornata.

Ghandi diceva “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”,
Sorridendoci appena alzati creiamo il primo cambiamento della nostra giornata.

Quel sorriso lo porteremo con noi per tutta la giornata ed essendo il sorriso contagioso creeremo un cambiamento in ognuna delle persone che incontreremo durante la nostra giornata e alla quale doneremo il nostro sorriso.


Un sorriso è qualcosa di innato a fa parte dell'umanità intera.
Un sorriso di un africano, un asiatico, un americano, viene compreso anche da me che sono italiano. E se io sorrido a loro, loro comprenderanno il mio gesto.

Un sorriso è innato, nessuno ci insegna a farlo. Nasciamo piangendo, ma una delle successive cose che impariamo a fare è proprio sorridere, perché sorridere ci permette