domenica 7 aprile 2019

Con occhi nuovi

Buona Vita a tutti e ben ritrovati

Quest’ultimo periodo è stato particolarmente intenso per la mia vita.
Un periodo di nuove consapevolezze e cambiamenti.
Diversi messaggi sono arrivati da più parti e ieri, partecipando ad un workshop di counseling intitolato “Con occhi nuovi”, ho iniziato ad unire questi messaggi apparentemente disconnessi l’uno dall’altro.

Un primo messaggio che mi è arrivato è questo:

“La scelta c’è dove c’è confusione. Dove c’è chiarezza c’è azione”

Ovvero, se so esattamente quello che desidero, non c’è alcuna scelta da fare. Semplicemente si agisce.

Durante il workshop mi è stato chiesto di pensare a qualcosa su cui rimugino in questo periodo della mia vita. In quel momento, a quella domanda, mi sono sentito paralizzato. Ho pensato a mille cose e mi sono trovato di fronte ad una scelta da fare. Ero confuso. Non sapevo veramente quale, tra i tanti pensieri, prendere in considerazione. E mentre gli altri, che evidentemente avevano le idee più chiare di me, hanno iniziato con la seconda parte dell’esercizio, io mi sono trovato incollato alla sedia. Immobile. Ho cercato di spegnere il cervello e ascoltarmi. Ascoltare cosa aveva da dirmi il mio corpo. Ed è in quel preciso istante che è emerso chiaramente il pensiero ossessivo su cui volevo esercitarmi. Mi sono alzato anche io dalla sedia ed ho iniziato ad agire. 

La seconda parte dell’esercizio richiedeva di riempire un foglio bianco con immagini, disegni, frasi, parole, da cui ci sentivamo attratti e davanti a me un tavolo pieno di giornali, riviste, colori, forbici e colle.
Ho iniziato a farmi attrarre senza pensare a nulla. Ho raccolto 6-7 riviste, un paio di depliant e sono andato al mio posto.
Ho iniziato a ritagliare parole: time, passione, cambiare, van gogh, immagini di quadri, un bambino in barca, un cuore, stelle…
Non avevo la minima idea di quello che stavo facendo, se non che mi stavo divertendo e mi stavo ascoltando. Ascoltavo le mie sensazioni e lasciavo che le mie mani continuassero a fare.

Sfogliavo pagine e ritagliavo qua e là. Cambiavo rivista e ritagliavo altri pezzi di carta senza un senso apparante. L’unica cosa certa è che stavo agendo. Mi stavo godendo il presente senza pensare a quello che sarebbe stato e dimenticandomi totalmente che le parole e le immagini che stavo ritagliando avevano a che fare con il mio “rimuginare”.

Poi ad un certo punto mi sono reso conto che il tempo era passato, il mio foglio era ancora completamente bianco, mentre gli altri partecipanti avevano già quasi ultimato la propria opera.
Ho chiesto quanto mancasse, e ho scoperto di avere ancora del tempo e ho iniziato ad unire quanto la mia Anima mi ha fatto arrivare senza alcun senso apparente.

Le prime immagini che ho incollato sono pezzi di quadri di Van Gogh, quadri visti in un recente viaggio negli Stati Uniti. Una domenica, a Los Angeles, avevo già fatto la mia scaletta delle cose da vedere: l’osservatorio Griffith e il suo parco, Beverly Hills, Hollywood, la Walk of Fame con le sue stelle di personaggi famosi sul marciapiede, il teatro degli Oscar, Santa Barbara e Venice Beach. Mentalmente mi ero detto che non avevo tempo per vedere musei. Poi ad un certo punto scopro che al “Getty Museum” c’è un quadro di Van Gogh: il famoso dipinto degli Iris.

Non ho dovuto pensarci su un attimo. Prendo la macchina, imposto il navigatore e arrivo in questo museo che lascia senza parole sia per la sua struttura architettonica, sia per le opere che contiene.
Non ho dovuto scegliere. Non c’era alcuna confusione. Semplicemente ho agito.
Ho così aggiunto un altro prezioso quadro a quelli già visti del mio pittore preferito.

Lo stesso è successo il sabato successivo a Houston quando decido, prima di prendere l’aereo per rientrare, di andare a vedere The Museum of Fine Arts. Esco dal parcheggio e davanti a me trovo un cartellone enorme che pubblicizza una mostra temporanea dedicata interamente a chi? Vincent Van Gogh. Quel giorno, era il 30 marzo, il suo compleanno. Io non lo sapevo, ma una mia amica me lo ha scritto in un messaggio. Quale modo migliore per festeggiarlo? E così mi sono visto oltre 50 delle sue opere, la maggior parte delle quali non ancora viste.
Potevo starmene in albergo, aspettando l’ora del rientro e invece mi sono ascoltato e sono andato in questo museo, pur non sapendo cosa ci avrei trovato. Anche in questo caso non c'era nulla da scegliere, semplicemente ho agito. 

E dopo aver incollato Van Gogh sul mio foglio bianco, ho incollato le stelle.
E poi a seguire la barchetta con un bambino che rema, di fianco ci ho messo un cuore formato da due impronte digitali e un po' più in là, la parola “cambiare”.
Sopra al cuore Il Bacio di Klimt, a sinistra la frase “I am Free” (io sono libero) e a destra la frase “Fate ciò che fate per sentirvi bene”.
A sinistra delle stelle la parola “Passione” e a destra ho creato un collage di parole che ha formato la frase “It’s time to create your star” ovvero “é tempo di crearti la tua stella”.

Tutto questo lo potete vedere nell’immagine allegata al post. L’ultima parola che ho incollato è stata “create”, creare, mentre l’ultima immagine è stato il filo che trasforma i remi del bambino in barca, in una canna da pesca con un cuore come esca.

Ho ultimato il mio collage esattamente nel momento in cui è finita anche questa parte del workshop. Tutto sincronico.

Ci è stato chiesto di condividere con gli altri il proprio lavoro ed in quel momento mi sono reso conto che non avevo assolutamente la più pallida idea di cosa volesse dirmi l’opera che avevo creato.

Poi piano piano, ascoltando le condivisioni degli altri mi sono ritrovato a vedere “con occhi nuovi” quanto la mia Anima mi aveva fatto creare.

La passione per l’arte e per i viaggi, i quadri li ho visti viaggiando, pur essendo un viaggio di lavoro ho trovato un po’ di tempo per me.
I am free, io sono libero, libero da maschere che troppo spesso ho usato per apparire “bello e buono” agli occhi degli altri, rinunciando quindi a me pur di piacere agli altri.
E poi la frase “fate ciò che fate per sentirvi bene” e volutamente ho tagliato le parole che la completavano “e non per sentirvi buoni”. Mi sentivo che non volevo far comparire quest’ultimo pezzo sulla mia creazione forse proprio per far sparire quello a cui solitamente sono stato abituato: “sentirmi buono per apparire e per piacere agli altri”.

Naturale viene quindi anche il collegamento con quanto scritto sopra e la parola “cambiare”. Cambiare questa modalità che mi ha portato su una strada che non era la mia, ma semplicemente quella che gli altri si aspettavano da me.
E poi il bambino sulla barca che scorre lungo il fiume. Il bambino rappresenta per me un’immagine molto importante in quanto credo fortemente che per raggiungere i propri sogni abbiamo bisogno dell’energia del nostro bambino interiore, della sua fantasia, del suo essere fiducioso, crederci fino a quando non ha raggiunto il traguardo prefissato e poi subito pronto a sognare qualcosa di nuovo.
Questo bimbo che pesca con un esca speciale: un cuore. Per ricordarmi che tutto ciò che facciamo va fatto con il Cuore, con Amore per se stessi. Mi piace pensare che in questa maniera la pesca sarà sicuramente fruttuosa.
E Il bacio di Klimt, altro pittore che amo particolarmente, sopra al cuore quasi a confermare questa pesca.

Le stelle, i miei sogni, i miei desideri, le mie passioni. Per raggiungerle occorre essere liberi (altra connessione con “I am free”), liberi di volare. Liberi di scorrere lungo il fiume della vita, come il bambino e la sua barchetta. Uscire dalle gabbie in cui mi sono rinchiuso, impedendomi di volare, sentendo il peso dell’attesa di un cambiamento che era riposto nelle mani di qualcuno o qualcosa e che quindi non dipendeva solo da me. La conseguente immobilità, dettata da scelte che non arrivavano e che sottolineano la confusione di situazioni in stallo, invece di lasciarmi guidare dal mio sentire e dalla chiarezza che mi avrebbero portato ad azioni concrete.

Ed infine “It’s time to create your star” (è tempo di creare la tua stella). Ci ho messo un po’ per trovare il verbo “create”. Avevo lasciato lo spazio bianco. Ad un certo punto la mia mente si era arrogata il diritto di scegliere per me. Ed infatti mi sono bloccato. Esattamente come all’inizio mi ero paralizzato sulla sedia perché non sapevo quale pensiero ossessivo  scegliere.

La scelta ti blocca.

Poi sono riuscito a spegnere la testa, e ascoltandomi, sfogliando una delle riviste, è subito arrivata la parola “create”.
Agendo senza dubbio alcuno, ho concluso la mia creazione incollando questa parola.

E’ tempo di creare la mia stella.

La mia anima mi sta probabilmente dicendo di smettere di inseguire le stelle di altri. Che possono essere lucenti, che possono essere attraenti, belle, ma non sono le mie. E’ ora di iniziare a volare alto per far si che io realizzi i miei sogni. La mia stella, le mie stelle. Non c’è un limite se non quello dettato dalla fantasia.

Ringrazio di cuore Margherita Verlato e Giuseppina Lanfredi che hanno condotto questo illuminante workshop “Con occhi nuovi”. Potete seguire le loro attività sulla loro pagina facebook “Piccoli passi di counseling” o contattarle alla seguente mail:


Grazie perché dopo tanto tempo ho sentito il desiderio di scrivere nuovamente e questo ne è il risultato. E non importata che ti sia piaciuto o meno, quello che importa è che ha fatto stare bene me. Scrivere è un'altra delle mie passioni, una delle mie stelle da creare e coltivare. 

Buona Vita e un abbraccio
Un sorriso è Vita e se ci aggiungi occhi nuovi sorriderai con il cuore

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